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L'ira di Scelli: "Riscatto? Non ne voglio sentire parlare"

Il commissario della Croce Rossa nega il versamento di denaro "Le due Simone liberate per i meriti della nostra organizzazione"

“Non voglio sentire parlare di riscatto. Questo discorso mi mette in condizione di perdere la neutralità. E’ un discorso che non voglio sia toccato perché è un attentato alla vita di 25 persone che stanno curando 300 persone al giorno, oltre che alla mia persona”. Così Maurizio Scelli, commissario della Croce Rossa Italiana, ha risposto ai giornalisti, dopo essere stato ascoltato dai magistrati della procura di Roma, che chiedevano notizie sul riscatto pagato per la liberazione di Simona Torretta e Simona Pari.
La preoccupazione di Scelli è comprensibile: se venisse accertato un ruolo della Croce Rossa nel versamento di denaro a una fazione in guerra, di colpo l’organizzazione perderebbe la neutralità e verrebbe considerata parte in causa nel conflitto, complice di alcuni e nemica di altri. Per questo Scelli rispedisce al mittente l’ipotesi avanzata dal giornale kuwaitiano Al Rai Al Aam, nei giorni scorsi molto bene informato sulla vicenda delle due Simone

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