Questo sito contribuisce alla audience di

Stava per saltare tutto...

Poche ore prima della liberazione di Torretta e Pari si è rischiato che tutto andasse a monte per il riscatto

Alle 14.17 del giorno in cui sarebbero state poi liberate, si è rischiato che tutto andasse a monte. Che le due Simone potessero restare prigioniere. Proprio come i due giornalisti francesi. Perché alle 14.17 in punto una voce alterata dall’altro capo del filo rimproverava allo sceicco Ali Al Dulemi d’aver intascato soldi.

Quei 500 mila dollari di cui parlava un quotidiano di Kuwait City. Danaro che i sequestratori giuravano di non aver assolutamente preteso. Così almeno dicevano con tono offeso. Calava il gelo nel ricco studio di Dulemi in Masbah Street, non lontano da Karrada out e dal centro di Bagdad.

Il leader del Consiglio centrale dei capitribù iracheni e arabi, un vero e proprio contropotere, che stava da giorni mediando il rilascio delle due volontarie italiane, alzava a sua volta la voce: “Come ti permetti di accusarmi di una cosa del genere, non capisci che abbiamo molti nemici e sicuramente qualcuno stata tentando di fregarci, sabotando la trattativa? Mi chiedi chi, prova a ragionare. Noi non ci sporchiamo le mani per mezzo milione di dollari”, parole dure ma che forse andavano a segno. Lo sceicco chiudeva la comunicazione con un secco “mi aspetto che le liberiate al massimo entro le 13 di domani - oggi per chi legge, ndr - altrimenti noi ci facciamo da parte”.

Le categorie della guida