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Berlusconi Nucleare

Il Premier propone di tornare al Nucleare. Non mancano tantissime reazioni di parte contraria al progetto

In un untervista a “La Repubblica” Pippo Ranci, l’ ex presidente dell’Authority per l’energia e il gas (dal 1996 al 2003) afferma che un ritorno al nucleare non bbasserebbe, almeno a breve, i costi dell’energia.
“Non si può pensare di rimettere in funzione le vecchie centrali bloccate nel 1987, né avrebbe senso mettersi di construire nuovi impianti”. Ranci crede però che l’Italia non debba restare del tutto fuori dal nucleare: “Il nostro Paese può partecipare agli investimenti in ricerca al livello europeo per una nuova generazione di impianti ad alta sicurezza”. L’economista ammette che la presenza di impianti nei Paesi limitrofi è un rischio, ma ricorda che l’Europa sta facendo molto per mettere in sicurezza gli impianti più vecchi. In Italia il problema, chiude Ranci, “è che siamo troppo dipendenti dal petrolio”: sì allora a nuovi impianti per il trasporto del gas liquefatto dal mare.

A bocciare senza mezzi termini il richiamo di Berlusconi a ripensare al nucleare, e’ sul ‘Corriere della Sera’ il fisico Marcello Cini, uno dei padri ispiratori dei movimenti ambientalisti italiani, professore emerito alla Sapienza di Roma, che sottolinea come non ci sia “alcuna novità rivoluzionaria che possa farci riconsiderare il problema del nucleare in Italia”. “Da nessuna parte al mondo si costruiscono nuove centrali, neppure nei Paesi dove ci sono già. Un motivo ci sarà”, dice poi Cini, elencando i tre motivi del suo ‘no’ per problemi “di sicurezza e di costi”. Si tratta dello smaltimento delle scorie radioattive, “oggi come ieri non esiste posto sicuro che possa contenerle, senza procurare danni, per migliaia di anni” , della convenienza di costruire oggi una centrale per averla poi a regime tra 15 anni o piu’, e del fatto che “non tiene il discorso che il nucleare non inciderebbe sull’effetto serra -precisa il fisico- anche altre fonti garantirebbero energia pulita e rispetto per l’ambiente”. Occorre dunque, sottolinea Cini, “investire risorse nelle energie rinnovabili come il solare o l’eolico”.

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