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Le condizioni a Gaza sono terrificanti

Il direttore uscente di una agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite denuncia le attuali condizioni a Gaza definendole terrificanti

Peter Hansen, il Commissario-Generale Danese della United Nations Relief and Works Agency for Palestine (UNRWA), che lascerà la posizione attualmente occupata il prossimo mese di Marzo secondo quanto riferito dai media Danesi, ha parlato delle attuali condizioni a Gaza in Palestina ad un recente conferenza promossa dalla Facoltà per la Pace Israeliano-Palestinese che si è tenuta a Gerusalemme Est.

Secondo quanto detto da Hansen, la situazione a Gaza è così terrificante che senza l’aiuto dei bulldozer non sarebbe possibile oltrepassare le macerie e le barriere di sabbia che sono state gettate sulle strade allo scopo di bloccare il traffico.

“Se oggi voleste recarvi a Gaza, non potreste farlo perché ci sono carri armati lungo tutta la principale strada che conduce a Gaza. Lungo tutta la strada vedreste case che sono state rase al suolo dai bulldozer. Mentre vi muovete attraverso Gaza la situazione si fa anche peggiore,” ha dichiarato Hansen. “Come vi avvicinate alla estremità sud di Gaza - dove Kann Yunis e Rafah sono state fatto oggetto di una distruzione continuata, dove il numero di persone che è stata privata della casa grazie ai bulldozer eccede le 25.000 - di queste ne siamo riusciti a risistemare 8.000 ma stiamo combattendo una battaglia che è persa. Non possiamo costruire con la stessa velocità con cui avanza la distruzione. E così, adesso Gaza si trova in una situazione molto, molto difficile. Tutti là sperano che questo conflitto possa finire, così non soltanto cesserà la loro sofferenza ma dopo interi decenni anche la privazione di una vita umana dignitosa.”

Benché Hansen sia stato ripetutamente denunciato da Israele e etichettato un agente a servizio delle attività terroristiche Palestinesi, malgrado le smentite e le prove che dimostrano il contrario, il Commissario-Generale dell’UNRWA ha espresso preoccupazione per la sofferenza Israeliana. “Non si dimentichi mai che qui esistono due parti in conflitto e che ci sono due popoli che esercitano violenza l’uno contro l’altro facendone risultare che ci sono delle vittime anche dall’altra parte,” ha dichiarato.

“Gli Israeliani hanno sofferto - ci sono migliaia e migliaia di famiglie in Israele i cui componenti hanno perso dei loro cari a causa degli attacchi terroristici. C’è stato del danno fisico che è stato inferto anche ad Israele. E forse uno dei danni peggiori che la gente Israeliana ha subito è l’esperienza di passare attraverso le funzioni che sono esercitate da un esercito di occupazione, ” ha sottolineato Hansen.

“Quando guardo i checkpoint Israeliani e vedo il trattamento che viene inflitto a donne e bambini innocenti, che sono Palestinesi o come vi pare metterla, e che stanno provando a passare, penso che esiste un grande fattore di brutalità nell’avere giovani uomini e giovani donne esposti all’esercizio di questo genere di potere discrezionale, e spesso crudeltà, che viene praticato ai checkpoint, ” ha continuato. “Questo rappresenta un danno, naturalmente, che è difficile da misurare ma è uno di quelli che penso - e molti psicologi sarebbero d’accordo con me - arriverà ad influenzare e a contagiare la società Israeliana per molti anni a venire, una volta che sia queste funzioni ai checkpoint che l’occupazione militare cesseranno con il raggiungimento di una soluzione, qualunque sia il momento in cui questa arriverà.”

“Forse è un qualcosa di positivo per lo stato mentale dei soldati il fatto che non pensino a quello che stanno facendo,” ha detto Hansen. “Una cosa è pensare al dolore di quello che si sta facendo e un altra soffrire per mano di coloro che lo stanno praticando. La giustificazione data che un ordine è un ordine e che quindi non ci si pensa è una di quelle che soldati di vari colori hanno usato nel corso della storia, in alcuni casi con peggiori conseguenze morali di altri.”

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