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Napoli: testate atomiche sovietiche in fondo al mare?

Nel golfo di Napoli ci sarebbero 20 ordigni nucleari di origine sovietica, sostiene un dossier riservato. La Russia non smentisce

Sui fondali del golfo di Napoli ci sarebbero 20 siluri nucleari sganciati dai russi nel gennaio del 1970 e mai rimossi. Lo sostiene l’Espresso nel numero oggi in edicola. Secondo il settimanale i siluri furono sganciati nel tratto di mare davanti al capoluogo partenopeo per minare l’area dove sono di stanza le unità della Sesta flotta della Marina degli Stati Uniti. La notizia, scrive il giornale, è contenuta in un dossier riservato consegnato al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso dal consulente della commissione Mitrokhin Mario Scaramella.

Nel dossier, intitolato Inventory of accidents and losses at sea involving radioactive material, “è segnalato dall’Aiea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica) a partire dal 2001 - sostiene Scaramella - il caso dei missili sganciati nel golfo di Napoli. Il documento riporta la postilla ‘not confirmed’ ad indicare che la Russia non ha potuto confermare ufficialmente l’episodio. Ma non l’ha smentito e l’informazione è stata girata a tutte le ambasciate dei paesi aderenti all’Agenzia atomica internazionale presenti a Vienna (dove ha sede l’Aiea), inclusa quella italiana”.

Il sottomarino che 35 anni fa seminò i siluri nel golfo, scrive ancora l’Espresso, apparteneva alla classe “November” ed era distaccato presso la quinta squadra della marina sovietica. Tre mesi dopo l’operazione nel golfo di Napoli, il sottomarino affondò nell’Atlantico: dei 24 siluri nucleari di cui era armato, ne aveva soltanto quattro. Subito dopo aver ricevuto il dossier Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, lo ha consegnato ai servizi segreti e alle forze armate. “Gli addetti delle forze armate - ha dichiarato al settimanale - mi hanno assicurato che stanno studiando la questione e mi hanno detto che la conoscono da sempre e non hanno conferme”.
La Protezione Civile ha anche incaricato un ufficio di “calcolare le percentuali di rischio”, ma Bertolaso ha escluso che ci siano rischi per la popolazione. “Dopo 30 anni - ha aggiunto - i siluri non potrebbero avere efficacia bellica. Il vero problema è la dispersione di materiale radioattivo per corrosione, ma sono cose che richiedono più di trent’anni”. “Le rivelazioni dell’inchiesta pubblicate dall’Espresso sono allarmanti. - ha dichiarato il Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - Il governo deve verificare immediatamente e con tutti i mezzi a disposizione la presenza di siluri nucleari nel Golfo di Napoli”.
Per Pecoraro una simile situazione comporta notevoli rischi per la popolazione, non solo campana “ed è inammissibile - afferma - che non sia stata fatta chiarezza già da tempo. Ora è indispensabile verificare la presenza delle testate atomiche e, se dovessero malauguratamente giungere conferme, provvedere all’immediata bonifica delle acque del Golfo di Napoli. E’ sconcertante che nessuno abbia fatto finora luce su questa vicenda inquietante, soprattutto se, come sembra, il fatto era noto da tempo”.

Il leader del Sole che Ride ha inoltre annunciato che presenterà un’interrogazione al Ministro della Difesa “per sapere se è vero che le autorità militari sono state informate della situazione e se sono stati presi provvedimenti per appurare la fondatezza della notizia. E’ importante - sottolinea Pecoraro - che il ministro riferisca anche su quali come il governo intende intervenire e se non ritiene opportuno avviare uno studio per valutare gli effetti della presenza di armi atomiche nel Golfo di Napoli sulla salute dei cittadini”.

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