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Liberi di crescere

“Stop al turismo sessuale minorile in Brasile. Lasciamola libera di crescere”. Un imperativo urgente, un’emergenza impellente che ha smosso numerose ong italiane a unirsi per lanciare una campagna di sensibilizzazione contro il turismo ‘sporco’, contro lo sfruttamento di bambini e bambine, da parte di europei in vacanza in cerca di emozioni forti

“Stop al turismo sessuale minorile in Brasile. Lasciamola libera di crescere”. Un imperativo urgente, un’emergenza impellente che ha smosso numerose ong italiane a unirsi per lanciare una campagna di sensibilizzazione contro il turismo ‘sporco’, contro lo sfruttamento di bambini e bambine, da parte di europei in vacanza in cerca di emozioni forti. “Attualmente in Brasile sono coinvolti nel turismo sessuale più di 500 mila minori. Ogni anno sono 700 mila gli europei che vanno in Brasile alla ricerca di avventure sessuali. Di questi, 80 mila sono italiani”, a denunciarlo è Luca Mucci di Modena Terzo Mondo, una delle associazioni promotrici della campagna. L’input è stato dato dal recente blitz delle forze di polizia italiane coadiuvate da quelle brasiliane, che hanno scoperchiato il vergognoso pentolone dei viaggi a sfondo erotico degli italiani nei paradisi brasiliani.

I promotori. Ad aver deciso di dar vita a una grande campagna di denuncia sono alcune fra le ong italiane e le associazioni più impegnate, come Emergency, Coop Italia, Arci e tanti altri. Non solo, come sostenitori, hanno già aderito la Regione Toscana, alcuni enti locali toscani e la Provincia di Modena. Non è mancato nemmeno il sostegno del presidente del Brasile, Luis Inacio Lula da Silva.

Il lancio. “Oggi comincia il Social Forum Mondiale di Porto Alegre. E’ qui che lanceremo questa mobilitazione”. A spiegarlo è Antonio Vermigli di Rete Radié Resch: “Domenica 30 sarà la giornata dedicata alla presentazione e alla discussione di questa emergenza. Una lettera scritta dal presidente Lula aprirà un dibattito al quale interverranno difensori di diritti umani, ministri del governo brasiliano, associazioni che propongono un turismo alternativo sostenibile, esponenti della polizia federale, politici, filosofi e professori, provenienti da vari paesi del mondo. Un insieme di punti di vista che riusciranno a trattare l’argomento sotto ogni aspetto”.
Le tappe. “In troppe zone del Brasile, purtroppo, il nome dell’Italia é direttamente collegato a questo tipo di turismo, che approfitta delle situazioni di miseria delle famiglie brasiliane offrendo un futuro da sogno, che si trasforma da subito in una vita da incubo. E’ la forma di cooperazione europea più conosciuta. Adesso basta”, continua Vermigli. “Così abbiamo deciso di procedere con determinazione. A febbraio verrà distribuito un documentario di denuncia e informazione, diretto dal regista Pietro Orsatti con Silvia Capucci e la collaborazione del regista Mario Balsamo. I proventi andranno a sostenere la campagna e alcune case rifugio per ragazze e ragazzi che vogliono abbandonare la vita di strada e lo sfruttamento”. Una pellicola girata fra Fortaleza, Rio de Janeiro, Salvador de Bahia, Recife, Porto Alegre e Brasilia, che mostrerà il turismo sessuale minorile attraverso testimonianze inedite e l’appoggio, per la prima volta, sia degli investigatori della task force federale brasiliana, sia di importanti esponenti del governo Lula. Tra febbraio e aprile saranno raccolte le adesioni e a maggio verranno organizzati incontri e conferenze stampa per sensibilizzare e denunciare a gran voce questa vergogna internazionale.

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