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Ecuador: Diritti sospesi

Il presidente del paese sudamericano, Alfredo Palacio, a cinque giorni dalle proteste popolari scoppiate, ha scelto la linea dura

Il presidente del paese sudamericano, Alfredo Palacio, a cinque giorni dalle proteste popolari scoppiate nelle province amazzoniche di Orellana e Sucumbíos che hanno provocato il crollo della produzione di petrolio, ha scelto la linea dura.

E’ stato di emergenza. Con un decreto urgente ha messo “la zona in sicurezza”, dispiegando l’esercito e imponendo misure di estremo rigore: “censura preventiva dei mezzi di comunicazione sociale attivi nell’area”, sospensione del diritto di opinione e di espressione, dell’inviolabilità del domicilio e della corrispondenza, divieto di transitare liberamente, di associarsi e di riunirsi a fini politici. I soldati e i poliziotti dovranno in ogni modo ristabilire l’ordine e frenare i gruppi interessati a creare il caos.

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