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Colpa del sonar la morte della balena del Tamigi

Il cetaceo nel centro di Londra dopo l'autopsia i biologoi accusano i militari: con i loro apparecchi disorientano gli animali

Il gigante buono potrebbe essersi fatalmente avventurato nel Tamigi dopo aver perduto il senso dell’orientamento per effetto delle violente onde acustiche emesse sott’acqua dal sonar di una nave militare. E’ una delle ipotesi su cui lavorano gli scienziati che ieri hanno effettuato l’autopsia sulla balena di Londra, il cui corpo è stato rimorchiato fino a Gravesend, nel Kent. Il cetaceo era morto sabato sera, dopo essere caduto in preda a convulsioni, a bordo della chiatta gonfiabile con la quale i soccorritori intendevano condurlo verso la libertà.

I risultati dell’autopsia saranno resi noti soltanto mercoledì o giovedì, ma il salvataggio tanto drammatico quanto vano ha richiamato comunque l’attenzione su un fenomeno che fa sempre più arrabbiare gli ambientalisti di tutto il mondo. Proprio in queste ore un’indagine dell’Independent on Sunday incolpa i sonar militari della morte di migliaia di balene in tutto il mondo, mentre in America il Natural Resources Defense Council (NRDC) ha recentemente portato in tribunale la Marina statunitense affinché limiti l’uso durante le esercitazioni del sonar a media frequenza, che genera onde acustiche fortissime allo scopo di localizzare i sottomarini nemici. «I mammiferi marini possiedono un udito straordinariamente sensibile, e gli scienziati concordano sul fatto che le intense esplosioni sonore possono disturbarli, ferirli e addirittura ucciderli - dice il NRDC -.

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