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100 Soldati Suicidi dopo l'Iraq

Sono un centinaio i soldati che si sono uccisi dopo essere rientrati in patria. Douglas Barber è uno di loro: “Bush sosteneva che nessuno sarebbe stato lasciato indietro - ha scritto prima di morire - è la bugia più grande che abbia mai sentito”

Sette mesi di Iraq l’avevano piegato, ma non sconfitto. E’ stato il ritorno in patria a peggiorare la situazione. Quella che doveva essere la vita normale di un uomo di 35 anni non era più tale. L’insonnia, gli incubi, il divorzio dalla moglie dopo 11 anni. I lavori persi perché non riusciva più a stare in mezzo alla gente, i debiti da pagare. E soprattutto la sensazione di essere stato dimenticato dallo stesso Stato che gli aveva rovinato la vita mandandolo in guerra. Douglas Barber, un riservista dell’Alabama, a un certo punto ha capito che non ce la faceva più. Ha mandato le ultime e-mail ai suoi amici, ha avvertito la polizia delle sue intenzioni e ha registrato un messaggio d’addio nella segreteria telefonica: “Se state cercando Doug, sappiate che lascio questo mondo. Ci vediamo dall’altra parte”. E dopo mezz’ora di inutili tentativi di dissuaderlo da parte degli agenti accorsi a casa sua, clic. Douglas Barber si è sparato un colpo di fucile alla testa.

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