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Messico, è di nuovo allerta rossa

Scontri tra polizia e ambulanti in una cittadina vicino alla capitale causano la morte di un ragazzo di 14 anni, il ferimento di 12 poliziotti e di molti civili. Al centro della contesa, un'area dove i contadini e gli artigiani vendono i prodotti del loro lavoro sulla quale la multinazionale Usa Wall Mart vorrebbe mettere le mani. Per la prima volta, l'Esercito zapatista di liberazione nazionale si mobilita in difesa di una zona al di fuori dal Chiapas

A quasi un anno di stanza dall’ultima volta, l’Ezln (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) dichiara nuovamente l’allerta rossa. Da ieri le cinque juntes del buen gobierno (Morella, Roberto Barrios, Oventic, La Realidad e La Garrucha) sono chiuse in attesa di nuovi ordini.

I fatti. Tutto è iniziato a causa degli incidenti fra polizia statale e federale e commercianti ambulanti avvenuti a Texcoco e San Salvador, località a una trentina di chilometri dalla capitale Città del Messico, nelle quali vivono e lavorano molti gruppi aderenti al Fronte dei Popoli Uniti in Difesa della Terra, movimento che ha sempre sostenuto la Otra Campana degli zapatisti.

I lavoratori, tutti ambulanti che vendono fiori e piante prodotti nei loro terreni sui marciapiedi del mercato di Belisario Dominguez, sono stati aggrediti e in seguito sgomberati, perché il presidente municipale di Texcoco pensa che siano deleteri all’immagine della città stessa. La gravità degli incidenti ha causato la morte di un giovane ambulante di 14 anni e il ferimento di 12 poliziotti. Uno di loro sarebbe in gravi condizioni. E ci sono stati anche molti arresti. Fra loro il leader del Fronte dei Popoli Uniti in Difesa della Terra, Ignacio del Valle, che insieme ad altre 31 persone ha varcato i cancelli delle carceri dello stato di Mexico.

I motivi. Con gli scontri, iniziano anche le polemiche. Un banale sgombero può causare un allarme rosso? Pare proprio di sì. Secondo quanto affermato da testimoni, lo spazio gestito dagli ambulanti servirebbe alla Wal Mart (una notissima multinazionale) per costruirvi un enorme centro commerciale. Quindi non ci sarebbe nessun motivo sociale alla base dello sgombero, bensì un mero problema economico.

La Commissione Sesta (il nucleo trainante della “Otra Campana) si è quindi mobilitata in difesa della popolazione di Atenco e Texcoco, annunciando piena solidarietà e proclamando l’allerta rossa.
Il sub Comandante Marcos, in veste di delegato Zero, è stato durissimo: “Come Commissione Sesta ci dichiariamo in allerta. Sono state già dichiarate in allerta rossa le truppe dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale e da adesso saranno chiusi i caracoles e i municipi autonomi ribelli zapatisti. A partire da questo momento è attivo il nuovo comando nell’Ezln. Qualunque cosa mi succeda -spiega Marcos- è già pronto chi prenderà le nuove ed eventuali decisioni. Noi zapatisti oggi siamo Atenco”.

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