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Messico, un Presidente in sospeso

Il Tribunale elettorale federale, entro il 31 agosto, dovrà cercare di sbrogliare la questione dell'impugnazione del conteggio, fatta dal candidato Obrador, che sostiene di essere a conoscenza di brogli e di avere i numeri per dichiararsi presidente.

Il Pan, Partido de Accion Nacional, ha raggiunto la maggioranza dei deputati sia alla Camera (206 su 500) che al Senato (52 su 128) del Messico: è la prima volta che accade nella storia del Paese.

La maggioranza parlamentare. Il Prd, Partido Revolucionario Democratico, formazione che ha sostenuto la candidatura di Obrador, ha ottenuto 125 deputati alla Camera e 29 Senatori e si propone come seconda forza politica del Paese. Questo dato, però, arriva ancora prima di conoscere chi sarà il futuro presidente della Repubblica messicana che governerà il Paese dal prossimo dicembre al 2012 e che sostituirà Vicente Fox, giunto a fine mandato. I dati definitivi delle elezioni presidenziali tenute il 2 luglio scorso, dunque, sono ancora in alto mare e il Tribunal Electoral Federal, organo competente per ufficializzarne il risultato avrà tempo fino al 6 settembre prossimo per dichiarare il nuovo presidente. Non solo. Entro il 31 agosto il Tribunale elettorale federale dovrà cercare di sbrogliare la questione dell’impugnazione del conteggio, fatta dal candidato del Prd, Andres Manuel Lopez Obrador, il quale sostiene di essere a conoscenza di brogli elettorali e di avere ragioni a sufficienza per dichiararsi presidente. Dopo il primo conteggio dei voti Felipe Calderon aveva ottenuto circa 244 mila voti in più rispetto a Obrador, che in un paese enorme come il Messico si traducono in un misero vantaggio di 0,5 punti percentuali.

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