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Morte di un dittatore

"Spero che siate uniti - ha detto rivolgendosi agli iracheni - e vi esorto a non credere a un'alleanza con l'Iran, perchè gli iraniani sono pericolosi. Io non ho paura di nessuno". Queste, secondo il giudice Moneer Hadded, sono state le ultime parole dell'ex dittatore iracheno, a cui non è stata concessa la fucilazione, come aveva richiesto

Saddam Hussein è morto. L’ex raiss è stato impiccato questa mattina alle 4 ora italiana. Le testimonianze raccontano che è andato verso il patibolo con tranquillità, e che ha affrontato l’esecuzione a capo scoperto. “Spero che siate uniti - ha detto rivolgendosi agli iracheni - e vi esorto a non credere a un’alleanza con l’Iran, perchè gli iraniani sono pericolosi. Io non ho paura di nessuno”. Queste, secondo il giudice Moneer Hadded, sono state le ultime parole dell’ex dittatore iracheno, a cui non è stata concessa la fucilazione, come aveva richiesto.

Vita di un dittatore. Saddam Hussein nasce il 28 aprile 1937, ad al-Awja, un villaggio alla periferia di Tikrit, 150 chilometri a nord di Baghdad. Nel 1956 aderisce alla rivolta contro la monarchia regnante filo-britannica e diventa militante del partito pan-arabo laico Baath. Un anno dopo il rovesciamento della monarchia, alla fine degli anni Cinquanta, prende parte al fallito attentato contro il primo ministro Abdel-Karim Kassem. Fugge all’estero e torna a Baghdad solo nel febbraio 1963, quando il Baath prende il potere con un colpo di stato, ma nove mesi dopo i baathisti sono rovesciati e Saddam è catturato e imprigionato. Durante la detenzione è eletto vice segretario generale del partito che torna al potere a luglio del 1968. Saddam prende il potere assoluto, dopo le dimissioni del presidente Ahmed Hassan al-Bakr, il 16 luglio 1979. Dopo poco più di un anno da leader mostra la sua idea di politica estera: il 22 settembre 1980, prendendo a pretesto una contesa di confine, armato e sostenuto dagli Stati Uniti d’America, ordina all’esercito d’invadere l’Iran. Lo scopo, concordato con Washington, è quello di rovesciare la repubblica islamica dell’ayatollah Khomeini. Il conflitto durerà otto anni, causando la morte di 2 milioni di persone, e terminerà in un sostanziale nulla di fatto. Ma la vendetta di Saddam contro i curdi e gli sciiti iracheni, accusati di aver parteggiato per l’Iran durante la guerra, sarà spietata. Su tutti si ricordano il massacro nella città sciita di Dujail nel 1982, costata la vita a 143 persone, e la strage con i gas di circa 5mila curdi nella città di Halabja a marzo del 1984.

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