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Ritiro dall'Iraq, sì dalla Camera Usa

La Camera dei rappresentanti Usa ha approvato, con 218 voti favorevoli e 208 contrari, una legge che indica nell'aprile 2008 la scadenza della missione delle truppe americane in Iraq

La Camera dei rappresentanti Usa ha approvato, con 218 voti favorevoli e 208 contrari, una legge che indica nell’aprile 2008 la scadenza della missione delle truppe americane in Iraq. Anche se la data, inserita nella legge che stanzia i fondi per le missioni militari in Iraq e in Afghanistan, è puramente indicativa, il presidente George W. Bush ha già fatto sapere che metterà il veto al provvedimento, che sarà votato oggi (giovedì) anche dal Senato.

Il presidente Bush aveva inviato mercoledì il generale David Petraeus, comandante delle truppe americane in Iraq, al Congresso per una serie di incontri a porte chiuse con i membri della Camera e del Senato per convincerli a non approvare una legge con un termine per la permanenza dei soldati statunitensi in Iraq. L’argomento principale del generale è che la nuova strategia americana in Iraq, con il rafforzamento delle truppe Usa e irachene a Bagdad e altrove, è giunta solo a metà strada. Soltanto a settembre sarà possibile vedere se il piano funziona o meno. Secondo il presidente Bush è già possibile vedere segni di progresso nella capitale, con la diminuzione della violenza settaria; ma gli attentati di Al Qaeda con le auto imbottite di esplosivo cercano di mascherare questa realtà proiettando una immagine di caos e di anarchia. «Date al piano una possibilità di funzionare», ha detto l’inquilino della Casa Bianca, «finora sono giunti solo metà dei rinforzi previsti».

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