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G8 Genova: La Diaz e le telefonate, bufera sulla polizia

Protesta Haidi Giuliani (madre di Carlo) dopo la pubblicazione delle chiamate tra poliziotti e questura: "Molti di loro non dovrebbero più vestire la divisa".

Nell’agosto 2001 c’era ancora qualcuno fermamente convinto che l’irruzione alla scuola Diaz fosse stata un successo. E davanti alla Commissione parlamentare conoscitiva sui fatti del G8 rivendicò meriti e bontà dell’iniziativa. La testimonianza al processo dell’onorevole Katia Zanotti, che partecipò alla commissione, aveva funzione di promemoria. Far rientrare dalla finestra le audizioni controverse, escluse dall’aula con una legittima decisione del Tribunale, avvalorata da pronunce di Cassazione e da precedenti come i processi Andreotti e Contrada. Così, ha fatto un certo effetto la rievocazione della relazione mandata in Parlamento dall’ex capo della Digos Spartaco Mortola, che raccontava di quella notte. «Le operazioni di ingresso e “neutralizzazione” degli occupanti durano pochi minuti (…) Eseguo un rapido giro di ricognizione ai piani superiori… e con parte del personale Digos eseguo l’attività di perquisizione». Interrogato dai pm pochi mesi dopo, Mortola sfumerà molto sulla sua visita ai piani superiori, negando di aver effettuato perquisizioni. Citata anche la testimonianza resa da Francesco Gratteri, allora capo del Servizio centrale operativo, che rivendicò la legittimità dell’uso della forza, alla luce dei «corpi di reato» recuperati nel blitz e della resistenza incontrata: «Penso che la decisione e la condotta energica, purtroppo, siano state legittimamente adottate, alla luce degli avvenimenti poi occorsi». L’onorevole Zanotti ha poi ricordato i contrasti tra i funzionari, rendendo onore a chi non si può più difendere. Il prefetto Arnaldo La Barbera, morto nel 2002. Un uomo che si assunse le sue responsabilità («Un’operazione di polizia giudiziaria da me pienamente condivisa»), ma al quale ne sono state attribuite molte altre, postume, da alcuni dei suoi colleghi.

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