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Guantanamo: condannato a 66 mesi l'ex-autista di Bin Laden

Lo yemenita Salim Hamdan è stato riconosciuto colpevole di «avere dato sostegno materiale al terrorismo»

Lo yemenita Salim Hamdan , ex-autista di Bin laden detenuto a Guantanamo, è stato condannato a 66 mesi di prigione. L’uomo, è stato riconosciuto colpevole di «avere dato sostegno materiale al terrorismo» ma è stato sollevato dall’accusa di «complotto».

Handam aveva presentato le proprie «scuse personali alle vittime innocenti», nel caso in cui avesse fatto «qualcosa che ha potuto nuocere a qualcuno». «C’è qualcosa di triste e desolante nel vedere persone innocenti soffrire», ha detto Hamdan, commentando il verdetto di colpevolezza per il quale rischiava il carcere a vita. Secondo uno psichiatra consultato dalla difesa, lo yemenita è «rimasto annichilito» dalla visione delle immagini degli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle del World Trade Center mostrate durante il processo. La sentenza da infliggere a Hamdan è stata affidata a una corte di sei giurati appositamente creata per giudicare i crimini di guerra nell’ambito della lotta al terrorismo. Il processo all’ex autista di bin Laden è il primo di questo genere alla base militare di Guantanamo e il primo davanti a una corte americana dalla fine della seconda guerra mondiale.

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