
Sembrano concluse la operazioni di salvataggio del peschereccio carico di migranti, in balia delle onde per giorni, mentre l’Italia e Malta tentavano di coinvolgere le forze libiche per realizzare un ennesimo respingimento collettivo verso la polizia di Gheddafi. La vicenda solleva numerosi interrogativi, malgrado la sua conclusione apparentemente felice, turbata però dalla scoperta di un cadavere a bordo del barcone, e desta gravi preoccupazioni per quanto potrà accadere ancora nei prossimi mesi invernali, per effetto dei recenti accordi siglati tra Malta, l’Italia e la Libia.
Come fa presente Fulvio Vassallo su Global infatti:
alle procedure di respingimento diretto verso le coste africane, con il coinvolgimento attivo delle unità militari italiane e maltesi, come si è fatto per tutta l’estate, si preferisca adesso delegare alle navi militari libiche il compito di effettuare il blocco e la deportazione dei migranti che sono scoperti in acque internazionali, o ai limiti delle acque territoriali libiche, mentre tentano di raggiungere l’Italia.
Vi rimandiamo all’articolo completo su Global a riguardo

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