Quel che resta di Rosarno

Alessandra Sciurba su Meltin Pot parla di quanto accaduto in questi giorni a Rosarno in Calabria. Vi rimandiamo alla lettura di tutto l’editoriale cliccando qui ma vi riportiamo alcuni dei passaggi[...]

Quel che resta di RosarnoAlessandra Sciurba su Meltin Pot parla di quanto accaduto in questi giorni a Rosarno in Calabria. Vi rimandiamo alla lettura di tutto l’editoriale cliccando qui ma vi riportiamo alcuni dei passaggi più importanti:

Rosarno ha mostrato al di là di ogni discorso possibile, che la ribellione per difendersi dai soprusi, dallo sfruttamento, dal razzismo, non solo è giusta ma è anche possibile. E questa è una cosa che in un paese come l’Italia molti hanno dimenticato, specialmente a Sud, dove la rassegnazione è uno stile di vita. Dove si accetta l’inaccettabile come fosse una punizione divina.

La Legge Bossi-fini produce strutturalmente illegalità perché impedisce, con calcolo, qualunque forma di regolarizzazione anche per chi ha un lavoro da anni, allo stesso modo in cui rende impossibile, di fatto, l’attivazione di canali di ingresso .legali sul territorio. Pensiamo per un momento all’ultimo decreto flussi, quando 700.000 domande di regolarizzazione furono presentate da altrettanti datori di lavoro che offrivano un posto fisso, la certezza di un’abitazione, e persino la disponibilità a pagare il biglietto di un eventuale rimpatrio del loro lavoratore immigrato.

Lo sciopero dei lavoratori migranti che si sta preparando in Italia come in Francia per il prossimo Marzo, così come la manifestazione romana fatta a sostegno della ribellione di Rosarno bloccata a manganellate prima che potesse arrivare al Viminale, potrebbero essere allora, finalmente, ulteriori passi di un percorso nuovo. Finalmente nuovo.

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