<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>1. Vies e Enti non profit</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/02/1.-vies-e-enti-non-profit</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/02/1.-vies-e-enti-non-profit</guid>
	<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 21:32:31 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/02/1.-vies-e-enti-non-profit#comments</comments>
    <category>enti_non_profit_e_fisco</category><category>commercio u.e.</category><category>intracomunitari</category><category>operazioni intracomunitarie</category><category>unione europea</category><category>vies</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/non_profit/vat_directive.jpg" class="left" border="0" width="180" alt="logo IVA intra UE" />Con la pubblicazione di due provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono stati attivati i controlli preventivi sui soggetti passivi I.V.A. (cioè gli operatori I.V.A.) che intendono svolgere operazioni intracomunitarie e quindi anche i “semplici” acquisti effettuati via internet di prodotti dematerializzati quali il software per esempio.<br />
La questione nasce dalla necessità di adeguare il sistema di controllo antifrodi italiano alla normativa europea.<br />
Attraverso il d.l. n. 78/2010 è stato perciò modificato l’art. 35 del d.P.R. 633/72 demandando l’attuazione a successivi provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate.<br />
Tali provvedimenti (<strong><a href="http://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?id={8C663DD0-698E-4F7D-A798-EC52191703AF}">prot. n. 2010/188376</a></strong> e <strong><a href="http://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?id={7C3F4FFB-A0A4-4617-939C-F6063153E8D7} ">prot. n. 2010/188381</a></strong>) introducono in sostanza il principio secondo il quale per poter svolgere operazioni intracomunitarie (attive o passive) occorre essere inseriti in un elenco di soggetti appositamente autorizzati e pertanto, con riferimento agli enti non commerciali:<br />
1.	in caso di inizio attività (cioè quando si richiede la partita I.V.A.) si effettua la comunicazione barrando la casella C del quadro A del mod. AA7;<br />
2.	in caso di partita I.V.A. già attiva, qualora vi siano mod. intra o dichiarazioni I.V.A. presentate nel biennio precedente, non occorre alcuna istanza in quanto il soggetto è inserito d’ufficio nel sistema telematico;<br />
3.	in caso di partita I.V.A. già attiva, ma NON vi sono mod. intra o dichiarazioni I.V.A. presentate nei due anni precedenti, occorre presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate (su carta libera) in cui si manifesta la volontà di svolgere operazioni intracomunitarie.</p>
<p>Quest’ultimo è il caso per esempio dei soggetti che utilizzano il regime fiscale ex legge n. 398/91 per effetto del quale non vi è presentazione di dichiarazione I.V.A..</p>
<p>L’opzione esercitata all’inizio dell’attività, la presenza di “storia dichiarativa o intracomunitaria” documentata, o l’apposita comunicazione cartacea l’inserimento del soggetto nell’archivio dei soggetti autorizzati ad effettuare operazioni intracomunitarie. E tale autorizzazione vale tanto per le operazioni attive quanto per le passive. </p>
<p>In caso di esercizio di opzione, nei successivi 30 giorni, l’Agenzia delle Entrate effettua la valutazione del rischio del soggetto e, qualora emergano elementi di pericolosità (quali gravi inadempimenti relativi agli obblighi dichiarativi I.V.A. nei cinque anni precedenti, coinvolgimento in frodi fiscali) è emesso un provvedimento di diniego.<br />
I controlli sui soggetti già inclusi nell’archivio dei soggetti autorizzati sono svolti nei sei mesi successivi e qualora emergano elementi di pericolosità, si emette un provvedimento di cancellazione.<br />
Se in questo lasso di tempo non giungono provvedimenti di diniego il soggetto è legittimato ad effettuare operazioni intracomunitarie.<br />
Se si riceve un provvedimento di cancellazione, il provvedimento produce effetti immediati dalla data di emissione.<br />
I provvedimenti di diniego o di cancellazione sono impugnabili davanti le commissioni tributarie provinciali.</p>
<p>Al momento si può verificare se il soggetto è già compreso nell’archivio (e quindi non occorre fare nulla) consultando questa sezione del <strong><a href="https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPOI/IVerificaPoi.jsp">sito web dell’Agenzia delle Entrate</a></strong>.<br />
Dalla fine di febbraio, la consultazione dell’archivio potrà avvenire solo attraverso il sistema <strong><a href="http://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/vies/vies.htm">Vies - VAT Information Exchange System </a><br />
</strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110212213231"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110212213231?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110212213231" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110212213231&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2011%2F02%2F1.-vies-e-enti-non-profit"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Con la pubblicazione di due provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono stati attivati i controlli preventivi sui soggetti passivi I.V.A. (cioè gli operatori I.V.A.) che intendono[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>2. VIES e Enti non profit</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/02/2.-vies-e-enti-non-profit</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/02/2.-vies-e-enti-non-profit</guid>
	<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 21:29:01 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/02/2.-vies-e-enti-non-profit#comments</comments>
    <category>enti_non_profit_e_fisco</category><category>commercio u.e.</category><category>intracomunitari</category><category>operazioni intracomunitarie</category><category>unione europea</category><category>vies</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/non_profit/vat_directive.jpg" class="left" border="0" width="180" alt="logo IVA intra UE" /><br />
<blockquote>Nel caso degli enti non commerciali che effettuano acquisti intracomunitari possiamo quindi avere queste situazioni:</p>
<p><strong>a.</strong>	l’ente effettua solo operazioni istituzionali, non ha perciò partita I.V.A.: in tal caso, se gli acquisti intracomunitari di beni non superano nel corso dell’anno la somma complessiva di 10.000,00 EUR allora non si deve fare nulla. Gli acquisti presso operatori residenti nella U.E. non sono considerati operazioni intracomunitari perché scontano l’I.V.A. nello Stato di origine. Si faccia attenzione che:<br />
–	si deve presentare il mod. INTRA-13 solo per gli acquisti di beni all’Agenzia delle Entrate prima dell’effettuazione dell’operazione. Non rilevano infatti gli acquisti di servizi intracomunitari;<br />
–	il limite di 10.000,00 fa decorrere obblighi diversi dallo stesso anno nel quale si supera tale limite;</p>
<p><strong>b.</strong>	l’ente effettua anche operazioni commerciali, ha la partita I.V.A., ma gli acquisti sono riferiti alla sua sfera istituzionale e NON superano il limite di 10.000,00 EUR/anno: in tal caso ci si comporta come nel caso a) precedente;</p>
<p><strong>c.</strong>	l’ente ha la partita I.V.A., non utilizza il regime ex legge 398/91 e gli acquisti intracomunitari sono riferiti all’area commerciale della propria attività: in tal caso le operazioni intracomunitarie devono essere liquidate come gli altri operatori I.V.A. e quindi attraverso il sistema che prevede l’integrazione (annotazione dell’imponibile, dell’I.V.A. applicata in Italia e del totale del documento) della fattura di acquisto del fornitore U.E. (annotazione dell’imponibile, dell’I.V.A. applicata in Italia e del totale del documento) e la sua doppia annotazione nei registri I.V.A. acquisti e fatture emesse. L’ente deve presentare i modelli INTRA-2 secondo la cadenza mensile o trimestrale prevista dalle norme in vigore;</p>
<p><strong>d.</strong>	l’ente si trova come nel caso c) ma utilizza il regime ex legge 398/91: in tal caso le fatture intracomunitarie sono trattate nello stesso modo e sono annotate nei registri I.V.A. acquisti e fatture emesse appositamente istituiti, non essendo previsto alcuno spazio in tal senso nel prospetto di cui al d.m. 11/02/1997. Tuttavia l’I.V.A. relativa dovrà essere versata integralmente in quanto non è ammessa I.V.A. in detrazione sugli acquisti. L’ente deve presentare i modelli INTRA-2 come nel caso c);</p>
<p><strong>e.	</strong>l’ente effettua operazioni intracomunitarie di acquisto riferite alla sfera istituzionale per importi superiori a 10.000,00 EUR: in tal caso occorre chiedere l’attribuzione della partita I.V.A. e istituire un apposito registro degli acquisti e un registro delle fatture emesse. Si provvede ad integrare le fatture intracomunitarie e alla loro doppia annotazione. La liquidazione dell’I.V.A. avviene con cadenza diversa rispetto a quella delle liquidazioni periodiche: l’I.V.A. infatti è versata attraverso il mod. F24 sul codice 6099 entro la fine del mese successivo a quello dell’acquisto. Entro la stessa data occorre presentare il mod. INTRA-12. L’ente deve presentare i modelli INTRA-2 come nel caso c);</p>
<p><strong>f.</strong>	l’ente effettua operazioni come nel caso e) così come pure acquisti destinati all’attività commerciale come nel caso c): si utilizzanno pertanto entrambe le procedure. Ciò significa che, per quanto riguarda l’attività commerciale, l’ente deve comportarsi come i normali soggetti passivi I.V.A.. Per l’attività istituzionale oltre all’integrazione della fattura U.E. e alla doppia annotazione sui registri, deve liquidare l’I.V.A. mensilmente con l’apposito codice, presentare il mod. INTRA-12 e presentare il modello INTRA-2 per tutte le operazioni effettuate. In situazioni come questa è preferibile adottare dei registri I.V.A. sezionali al fine di tenere opportunamente separati gli acquisti dell’area istituzionale rispetto a quelli dell’area commerciale.</p>
<p>La casistica qui sopra riportata è riferita alle <strong>operazioni intracomunitarie di acquisto</strong> perché sono quelle che (come si vede) necessitano di maggiore attenzione.</p>
<p>Per quanto concerne le <strong>operazioni di vendita di beni o di prestazione di servizi intracomunitari</strong> da parte di enti non commerciali, una volta ottenuto l’inserimento nel sistema VIES, le attenzioni da porre in essere circa gli adempimenti sono:<br />
–	la presentazione dei modelli INTRA-1 secondo la cadenza propria per le operazioni attive<br />
–	l’inclusione nel modello INTRA-1 delle operazioni svolte nei confronti di operatori residenti nella Repubblica di San Marino (che diversamente non andrebbero dichiarate)<br />
–	la presentazione della comunicazione delle operazioni con i Paesi inseriti nella black list</p>
<p>Circa la reale efficacia del sistema&#8230; vedremo nel futuro i risultati.</p>
</blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110212212901"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110212212901?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110212212901" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110212212901&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2011%2F02%2F2.-vies-e-enti-non-profit"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Nel caso degli enti non commerciali che effettuano acquisti intracomunitari possiamo quindi avere queste situazioni:
a.	l’ente effettua solo operazioni istituzionali, non ha perciò partita I.V.A.: in[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>1. Rendicontare il 5 per mille: gli enti interessati</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/1.-rendicontare-il-5-per-mille-gli-enti-interessati</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/1.-rendicontare-il-5-per-mille-gli-enti-interessati</guid>
	<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 17:26:38 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/1.-rendicontare-il-5-per-mille-gli-enti-interessati#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category><category>5 per mille</category><category>agenzia per le onlus</category><category>asd</category><category>associazioni sportive</category><category>cinque per mille</category><category>ministero del lavoro e delle politiche sociali</category><category>o.n.l.u.s.</category><category>organizzazioni di utilità sociale</category><category>rendicontazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" />Le tanto attese linee guida per la rendicontazione del 5 per mille I.R.Pe.F. sono state emanate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sono repereribili a <strong><a href="http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/md/AreaSociale/CinquePerMille/Rendicontazione.htm">questo link</a></strong> dove è possibile reperire anche il modello di rendiconto da utilizzare.<br />
Le associazioni sportive dilettantistiche (a.s.d.) sono state ammesse alla ripartizione dei fondi con effetto retroattivo, sin dall’anno finanziario 2006, cioè dalla prima edizione.<br />
Per non incorrere in fraintendimenti si specifica che per “anno finanziario”, si intende quello in cui è avvenuta la presentazione della dichiarazione dei redditi.</p>
<p><em><strong>Il 5 per mille per le a.s.d.<br />
</strong></em>Il percorso delle a.s.d. per poter accedere al riparto dei fondi 5 per mille è stato alquanto travagliato.<br />
In un primo momento erano considerate solo le a.s.d. con personalità giuridica e che quindi erano “riconosciute” ai sensi del d.P.R. 361/2000. Tale interpretazione era stata confermata non solo attraverso le pagine di questo sito, ma anche dall’Agenzia delle Entrate con la <strong><a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/349fd600426e0210b66bbfc065cef0e8/circ30.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=349fd600426e0210b66bbfc065cef0e8">circolare 22/05/2007 n. 30/E</a><br />
</strong>e con la <strong><a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/0fd73e80426e01cfb5edbfc065cef0e8/circ57e+del+25-10-2007+_2_.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=0fd73e80426e01cfb5edbfc065cef0e8">circolare 25/10/2007 n. 57/E</a></strong></p>
<p>Tuttavia attraverso<br />
–	l’art. 20, comma 2, del d.l. 159/2007 e<br />
–	l’art. 45, comma 1-bis, del d.l. 248/2007<br />
tutte le a.s.d., anche senza personalità giuridica, con effetto retroattivo, sono state ammesse alla possibilità di accedere ai fondi del 5 per mille.<br />
A partire dall’anno finanziario 2009 (I.R.Pe.F. su redditi 2008) che, al momento della redazione di questo articolo (gennaio 2011), non è ancora stato assegnato, sono ammesse alla ripartizione dei fondi solo le a.s.d. in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, nella cui organizzazione è presente:<br />
–	il settore giovanile, affiliate alle Federazioni sportive nazionali e alle Discipline sportive associate, che svolgono prevalentemente attivita&#8217; di avviamento e formazione allo sport dei giovani di eta&#8217; inferiore a 18 anni, ovvero<br />
–	di avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di eta&#8217; non inferiore a 60 anni, oppure<br />
–	nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.<br />
Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate <strong><a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/92e83c8044fee01ba0caa65615ad7411/circolare+56e.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=92e83c8044fee01ba0caa65615ad7411">n. 56/E del 10/12/2010</a></strong> si afferma che per accedere al riparto dei fondi 5 per mille, occorre che l’associazione sia riconosciuta ai sensi del d.P.R. 361/2000 e quindi che abbia la personalità giuridica. La questione non riguarda le a.s.d. né riguarda la moltitudine delle associazioni che hanno chiesto di poter partecipare al riparto dei fondi 5 per mille.<br />
Nella circolare si parla in generale di tutte quelle organizzazioni che non essendo:<br />
–	associazioni di volontariato ex legge 266/91,<br />
–	O.n.l.u.s. in generale,<br />
–	a.p.s. iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali,<br />
operano comunque nei settori di attività previsti dall’art. 10, comma 1, lettera a), d.lgs. 460/97 ma che non appartengono ad alcuna delle tre precedenti categorie. Solo a queste organizzazioni è richiesto il requisito della personalità giuridica.
</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110116172638"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110116172638?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110116172638" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110116172638&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2011%2F01%2F1.-rendicontare-il-5-per-mille-gli-enti-interessati"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Le tanto attese linee guida per la rendicontazione del 5 per mille I.R.Pe.F. sono state emanate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sono repereribili a questo link dove è possibile[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>2. Rendicontare il 5 per mille: lo schema di rendiconto</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/2.-rendicontare-il-5-per-mille-lo-schema-di-rendiconto</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/2.-rendicontare-il-5-per-mille-lo-schema-di-rendiconto</guid>
	<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 16:58:13 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/2.-rendicontare-il-5-per-mille-lo-schema-di-rendiconto#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category><category>5 per mille</category><category>agenzia per le onlus</category><category>cinque per mille</category><category>ministero del lavoro e delle politiche sociali</category><category>o.n.l.u.s.</category><category>organizzazioni di utilità sociale</category><category>rendicontazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" />Se tutti gli altri soggetti iniziano a rendicontare a partire dall’anno finanziario 2008, le a.s.d. devono rendicontare l’uso dei fondi anche per gli anni finanziari 2006 e 2007.<br />
L’obbligo è sancito dall’art. 3, d.m. 2 aprile 2009.<br />
La rendicontazione è basata su un semplice criterio di “entrate e uscite” e quindi non prende in esame il criterio di competenza economica. Si tratta quindi di verificare se il momento del pagamento del bene o del servizio ricevuto ricade “nell’anno di osservazione”. Questo criterio, sebbene appaia molto semplice, in realtà evidenzia un elemento di criticità che sarà affrontato successivamente.<br />
Le linee di spesa sono sostanzialmente cinque:<br />
<strong>1.	</strong>risorse umane: costi del personale dipendente, collaborazioni a progetto, rimborsi spese viaggio sostenute dai volontari o da altro personale, oneri previdenziali e assicurativi relativi comunque a prestazioni continuative. Per le a.s.d. si ritiene che vi possano rientrare i compensi agli sportivi dilettanti, agli allenatori ecc.;<br />
<strong>2.	</strong>costi di funzionamento: spese per la gestione della struttura dell’ente come canoni di locazione, utenze energetiche, idriche, telefoniche, cancelleria, costi degli automezzi;<br />
<strong>3.	</strong>acquisto di beni e servizi: come l’acquisto di beni durevoli (immobili, attrezzature informatiche, attrezzature sportive, automezzi, software ecc.) o di consumo quali sono gli indumenti sportivi e in generale i materiali a perdere utilizzati nella pratica sportiva. In questa linea di spesa vanno indicate le prestazioni di lavoro di natura occasionale;<br />
<strong>4.	</strong>erogazioni ai sensi della propria finalità istituzionale: se l’ente beneficiario svolge, per statuto, un’attività di erogazione di fondi a favore di altre organizzazioni. Si ritiene l’ipotesi abbastanza remota per le a.s.d.;<br />
<strong>5.	</strong>altre voci di spesa riconducibili al raggiungimento dello scopo sociale: si tratta di una voce residuale nella quale possono confluire tutte quelle voci di spesa non previste in precedenza come per esempio quelle per la realizzazione di specifici programmi o progetti.<br />
Non è del tutto chiaro quindi se la rendicontazione si debba fare per “natura” o per “destinazione”.<br />
<strong>Si faccia attenzione</strong> perché se nel rendiconto si inseriscono importi nelle <strong>voci 4 e </strong>5, occorre produrre una relazione illustrativa riguardante le attività svolte e le spese sostenute.<br />
Ulteriore attenzione si deve porre alle spese sostenute per le spese pubblicitarie, finalizzate alla sensibilizzazione della destinazione del 5 per mille: dall’esercizio finanziario 2010 non è più possibile coprirle con i fondi 5 per mille.<br />
Qualora l’ente beneficiario rediga il bilancio utilizzando il modello di riclassificazione secondo le “Linee guida e schemi per la redazione dei bilanci di esercizio degli enti non profit” fornite dall’<strong><a href="http://www.agenziaperleonlus.it/intranet/Home-page/Home-page/Atti-di-in/Atto-di-in1/index.htm">Agenzia per le O.n.l.u.s.</a></strong>, anziché predisporre l’apposito rendiconto, può utilizzare il bilancio così redatto e corredato dalla delibera di approvazione da parte dell’organo amministrativo.<br />
Nel bilancio d’esercizio dovrà comparire in modo “chiaro ed inequivocabile” la destinazione dei fondi 5‰, eventualmente anche attraverso una relazione che descriva nel dettaglio l’attività svolta e i costi sostenuti.<br />
Il bilancio d’esercizio potrà essere corredato dal bilancio sociale qualora anche questo documento sia stato redatto secondo le <strong><a href="http://www.agenziaperleonlus.it/intranet/Home-page/Home-page/Atti-di-in/Atto-di-in1/index.htm">“Linee Guida per la Redazione del Bilancio Sociale delle Organizzazioni Non Profit”</a></strong> fornite dall’Agenzia per le O.n.l.u.s..<br />
Questa forma di rendicontazione appare particolarmente controversa per le ragioni di cui si dirà oltre.
</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110116165813"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110116165813?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110116165813" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110116165813&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2011%2F01%2F2.-rendicontare-il-5-per-mille-lo-schema-di-rendiconto"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Se tutti gli altri soggetti iniziano a rendicontare a partire dall’anno finanziario 2008, le a.s.d. devono rendicontare l’uso dei fondi anche per gli anni finanziari 2006 e 2007.
L’obbligo è[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>3. Rendicontare il cinque per mille: periodo di osservazione, termini e modalità di invio del rendiconto</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/3.-rendicontare-il-cinque-per-mille-periodo-di-osservazione-termini-e-modalita-di-invio-del-rendiconto</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/3.-rendicontare-il-cinque-per-mille-periodo-di-osservazione-termini-e-modalita-di-invio-del-rendiconto</guid>
	<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 16:41:04 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/3.-rendicontare-il-cinque-per-mille-periodo-di-osservazione-termini-e-modalita-di-invio-del-rendiconto#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category><category>5 per mille</category><category>agenzia per le onlus</category><category>cinque per mille</category><category>ministero del lavoro e delle politiche sociali</category><category>o.n.l.u.s.</category><category>organizzazioni di utilità sociale</category><category>rendicontazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" />Con il termine “periodo di osservazione” intendiamo il periodo entro il quale le spese sostenute possono entrare nella rendicontazione.<br />
Secondo le linee guida il termine è di un anno dalla data di accreditamento dei fondi.<br />
Allo scadere dell’anno decorrono i trenta giorni entro i quali predisporre la rendicontazione e l’evenutale invio della stessa.</p>
<p>I rendiconti devono essere inviati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali se il contributo percepito per ogni annualità è superiore a 15.000 EUR. Dall’esercizio finanziario 2009 il limite è stato elevato a 20.000 EUR.<br />
Se il contributo annuale non supera tali limiti, occorre comunque predisporre la rendicontazione ma non è necessario l’invio al Ministero.</p>
<p>L’invio può essere effettuato mediante:<br />
<strong>1.  </strong>invio telematico della documentazione a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo <strong><a href="mailto:dgvolontariato@mailcert.levoro.gov.it">dgvolontariato@mailcert.levoro.gov.it</a></strong>. In base alle linee guida, l’invio a mezzo P.E.C. è vivamente raccomandato.<br />
La documentazione allegata al messaggio deve essere in formato pdf. Sul punto le istruzioni ministeriali sono un po’ confuse: se si ammette l’uso della posta elettronica certificata, nulla si dice circa la firma digitale da apporre ai documenti digitali.<br />
In punta di “informatica” si deve però precisare che ai documenti digitali (rendiconto ed eventuale relazione illustrativa) nonché al messaggio di posta elettronica certificata che li “trasporta” si deve apporre la firma digitale: solo la firma digitale conferisce piena validità giuridica ai documenti in questione, poiché tutti riferibili al soggetto che li ha firmati e trasmessi. Pertanto i documenti redatti in formato doc e trasformati in pdf (meglio se pdf/a) e firmati con la firma digitale del legale rappresentante dell’associazione non necessitano di firme autografe.<br />
<strong>2.	</strong>in alternativa alla P.E.C. si può usare la classica posta raccomandata, riportando sulla busta la dicitura “rendiconto 5‰ dell’I.R.Pe.F., al<br />
<strong><em>Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali<br />
D.G. per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni Sociali – Divizione I<br />
Via Fornovo n. 8<br />
00192  Roma</em></strong><br />
In caso di invio cartaceo, la documentazione deve essere firmata dal legale rappresentante che deve allegare anche la fotocopia del proprio documento di identità.</p>
<p>I documenti contabili che sono stati utilizzati per la rendicontazione non devono essere allegati al rendiconto ma devono essere conservati per dieci anni (termine della prescrizione ordinaria) e dovranno essere esibiti nel caso in cui il Ministero ne faccia richiesta.<br />
Sugli stessi documenti contabili utilizzati per la rendicontazione deve essere apposta la dicitura (va bene anche un timbro) che attesti che <em>“la spesa è stata coperta mediante l’utilizzo dei fondi del 5‰ I.R.Pe.F. anno finanziario 2&#8230;”</em>
</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110116164104"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110116164104?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110116164104" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110116164104&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2011%2F01%2F3.-rendicontare-il-cinque-per-mille-periodo-di-osservazione-termini-e-modalita-di-invio-del-rendiconto"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Con il termine “periodo di osservazione” intendiamo il periodo entro il quale le spese sostenute possono entrare nella rendicontazione.
Secondo le linee guida il termine è di un anno dalla data di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>4. Rendicontare il cinque per mille: i controlli</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/4.-rendicontare-il-cinque-per-mille-questioni-controverse</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/4.-rendicontare-il-cinque-per-mille-questioni-controverse</guid>
	<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 16:37:58 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2011/01/4.-rendicontare-il-cinque-per-mille-questioni-controverse#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category><category>5 per mille</category><category>agenzia per le onlus</category><category>cinque per mille</category><category>ministero del lavoro e delle politiche sociali</category><category>o.n.l.u.s.</category><category>organizzazioni di utilità sociale</category><category>rendicontazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" />Il Ministero si riserva la facoltà di chiedere:<br />
–	la trasmissione del rendiconto e di eventuali allegati ai soggetti beneficiari di importi inferiori a 15mila (per gli anni 2006, 2007 e 2008) o 20mila euro (per le annualità successive).<br />
–	acquisire ulteriore documentazione da parte dei soggetti tenuti all’invio del rendiconto e degli allegati<br />
–	compiere ispezioni sulla documentazione contabile presso la sede dell’organizzazione beneficiaria dove la documentazione è conservata. A tal proposito si raccomanda di comunicare con le stesse modalità di cui sopra eventuali variazioni di sede o comunque di luogo di conservazione della documentazione contabile.</p>
<p>I contributi erogati sono oggetto di recupero quando:<br />
–	le somme erogate non siano state oggetto di rendiconto nei termini prescritti;<br />
–	i soggetti tenuti ad inviare il rendiconto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non vi abbiano provveduto nei termini prescritti;<br />
–	a seguito di controlli l&#8217;ente beneficiario non sia risultato in possesso dei requisiti che danno titolo all&#8217;ammissione al beneficio;<br />
–	gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore ad 15.000,00 EUR per l’anno finanziario 2008 ed inferiore ad 20.000,00 EUR per le annualità successive non ottemperino alla richiesta di trasmettere, ai fini del controllo, il rendiconto, l’eventuale relazione illustrativa o l’ulteriore documentazione richiesta;<br />
–	in caso di dichiarazioni mendaci, caso in cui si provvede all’inoltro degli atti all’autorità giudiziaria</p>
<p>Il beneficiario è tenuto a riversare all&#8217;erario, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento di contestazione, l&#8217;intero ammontare percepito, rivalutato secondo gli indici ufficiali Istat di inflazione in rapporto ai &#8220;prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati&#8221;, e maggiorato degli interessi corrispettivi al tasso legale.<br />
Qualora l&#8217;obbligato non ottemperi al versamento nel termine dei sessanta giorni, viene disposto il recupero coattivo dei contributi e degli accessori al beneficio stesso, rivalutazione ed interessi, secondo le modalità previste dalla normativa vigente, maturati dalla data della indebita percezione delle somme.
</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110116163758"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110116163758?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110116163758" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110116163758&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2011%2F01%2F4.-rendicontare-il-cinque-per-mille-questioni-controverse"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il Ministero si riserva la facoltà di chiedere:
–	la trasmissione del rendiconto e di eventuali allegati ai soggetti beneficiari di importi inferiori a 15mila (per gli anni 2006, 2007 e 2008) o 20mila[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>5. Rendicontare il 5 per mille: le criticità delle linee guida</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/12/rendicontare-il-5-per-mille-le-criticita-delle-linee-guida</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/12/rendicontare-il-5-per-mille-le-criticita-delle-linee-guida</guid>
	<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 07:34:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/12/rendicontare-il-5-per-mille-le-criticita-delle-linee-guida#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category><category>5 per mille</category><category>agenzia per le onlus</category><category>cinque per mille</category><category>ministero del lavoro e delle politiche sociali</category><category>o.n.l.u.s.</category><category>organizzazioni di utilità sociale</category><category>rendicontazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" /> Se le <strong><a href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/9055F6F7-3457-49F2-8F9D-D5DBADCB251C/0/Linee_guida_rendicontazione.pdf">“Linee guida per la predisposizione del rendiconto circa la destinazione delle quote del 5‰ dell’I.R.Pe.F.”</a></strong> devono essere valide per tutti i soggetti che hanno ricevuto (o riceveranno) i fondi, l’obiettivo è quasi raggiunto. Dico quasi perché ci sono un paio di aspetti che non convincono completamente.<br />
Si tratta del c.d. <strong>periodo di osservazione della rendicontazione:</strong> le linee guida prevedono che si possa iniziare a rendicontare <strong>a partire da quando l’ente riceve l’accredito dei fondi sul proprio conto corrente bancario.</strong><br />
Il fatto è che alcuni beneficiari hanno chiesto l’anticipazione dei fondi al sistema bancario e, dalla data dell’apertura di credito, hanno iniziato a spendere e ciò pone un problema che certamente non è di lana caprina.<br />
Dal momento dell’erogazione dell’anticipazione sino al momento di accredito dei fondi, possono infatti trascorrere diversi mesi. Nel frattempo maturano gli oneri finanziari, parte dei quali potrebbe risultare esclusa dal rendiconto perché anteriore all’erogazione dei fondi. E’ evidente quanto <strong>gli oneri finanziari non siano di importo trascurabile,</strong> così come sicuramente siano inerenti all’operazione 5 per mille e così come è evidente che diverse spese effettuate in questa sorta di “interregno” risulterebbero non rendicontabili. L’<em>empasse</em> potrebbe essere risolto retrodatando la decorrenza della rendicontazione al momento dell’erogazione dell’anticipazione. Per contro l’anno di osservazione decorrerebbe da tale momento. In fase di prima applicazione, per dar modo agli operatori di adeguarsi alle linee guida si potrebbe concedere un lasso di tempo maggiore per l’invio della documentazione.</p>
<p>E’ poi il caso di fare alcune considerazioni circa la possibilità di non rendicontare specificamente alcunché (fermo restando l’obbligo di conservazione della documentazione contabile) se l’organizzazione redige il proprio bilancio secondo le linee guida dell’Agenzia per le O.n.l.u.s..<br />
Un primo problema è che il <strong><a href="http://www.agenziaperleonlus.it/intranet/Home-page/Home-page/Atti-di-in/Atto-di-in1/index.htm">modello Agenzia per le O.n.l.u.s</a></strong>. non prevede voci specifiche circa la rendicontazione dei fondi 5 per mille e si basa su criteri che non sono compatibili rispetto alla rendicontazione richiesta dal Ministero.<br />
Partiamo dai <strong>criteri di rendicontazione</strong>: il bilancio Agenzia per le O.n.l.u.s. è basato sul <strong>principio di competenza economica,</strong> mentre quello dei fondi del 5 per mille <strong>è prettamente di cassa</strong>: si può “spesare” tutto ciò che si paga a partire dall’erogazione dei fondi.<br />
Sempre per effetto dei diversi criteri di rilevazione, è possibile che i fondi siano contabilizzati nel bilancio di un esercizio, mentre l’erogazione avvenga nell’esercizio successivo. Si deve solo al caso che nell’anno 2010 sia avvenuta la pubblicazione dell’elenco della ripartizione dei fondi e contemporaneamente l’erogazione e comunque, anche se i due eventi accadessero nel medesimo esercizio, parte delle spese finirebbe giocoforza nel 2010 e parte nel 2011 con evidente impossibilità di individuare quali oneri sono stati effettivamente coperti dai fondi ricevuti. Il margine di indeterminatezza aumenta se nel successivo esercizio sono erogati ulteriori fondi derivanti da un’altra annualità.<br />
L’altro aspetto riguarda l’inadeguatezza del rendiconto gestionale ad evidenziare la rendicontazione dei fondi 5 per mille:<br />
–	nello stato patrimoniale non vi sono voci specifiche relative ai crediti che “nascono” nel momento in cui si pubblicano gli elenchi relativi alla ripartizione dei fondi<br />
–	nel rendiconto gestionale non vi è una voce specifica tra i proventi, salvo classificare i fondi 5 per mille come “provento da raccolta fondi”;<br />
–	per contro, nel rendiconto gestionale, vi è la possibilità di isolare gli oneri relativi all’organizzazione della pubblicità a sostegno della raccolta 5 per mille;<br />
–	è invece impossibile verificare compiutamente la quota degli altri oneri che ha trovato compertura nei fondi 5 per mille, sia per effetto della discrasia tra principio di competenza economica e principio di cassa, sia per effetto della possibilità di spalmare i fondi su una serie di voci che vanno dal gruppo 1 al gruppo 5;<br />
–	da ultimo, ma non per importanza, non si troverebbe adeguato riscontro circa le “uscite finanziarie” utilizzate per gli investimenti patrimoniali, posto che gli ammortamenti non rappresentano un’uscita finanziaria bensì la quota annuale di partecipazione della immobilizzazione all’attività dell’ente (e non solo).</p>
<p>Sarebbe opportuno che questi aspetti fossero affrontati adeguatamente affinché tutti gli operatori possano rendicontare correttamente l’utilizzo dei fondi 5 per mille.
</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101227073411"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101227073411?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101227073411" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101227073411&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2010%2F12%2Frendicontare-il-5-per-mille-le-criticita-delle-linee-guida"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Se le “Linee guida per la predisposizione del rendiconto circa la destinazione delle quote del 5‰ dell’I.R.Pe.F.” devono essere valide per tutti i soggetti che hanno ricevuto (o riceveranno) i[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Riduzione allo stanziamento del 5 per mille II</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni-2</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni-2</guid>
	<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 00:28:41 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni-2#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category><category>cinque per mille; guerra; legge finanziaria; legge di stabilità; armamenti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" /> Per un quadro completo leggi i due articoli precedenti sull&#8217;argomento:  &#8220;<a href="http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/se-la-notte-non-porta-consiglio">Se la notte porta consiglio</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni">riduzione dello stanziamento del 5 x mille, considerazioni</a>&#8220;</p></blockquote>
<p>Ma non sono solo le spese per le missioni militari all’estero ad incidere sul bilancio statale &#8230;ci sono <strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25227/Un+riarmo+da+un+miliardo+di+euro">tutte le spese in corso per la riorganizzazione degli armamenti</a></strong>. Per esempio è di questi giorni l’annuncio della Marina militare che ha concluso un contratto con la WASS, una società del gruppo Finmeccanica, per l’acquisto di “siluri pesanti” da installare sui sommergibili. Ci si chiede chi mai  dovremo affondare&#8230;<br />
200 mln di euro andranno per l’acquisto di una decina di elicotteri Aw-139.<br />
A parte la costruzione di varie navi da guerra, abbiamo anche in corso un’operazione di <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/14849/Per+la+guerra+i+soldi+non+mancano">acquisto di 131 cacciabombardieri F35 dell’americana Lockheed Martin</a>, aerei dotati di tecnologia “stealth” e che sono classificati come cacciabombardieri da assalto. Chi si dovrà assaltare ancora è ignoto, visto che la nostra Costituzione prevede una guerra di difesa.<br />
Questa è un’operazione per la quale lo Stato spenderà nei prossimi anni oltre 13 mld di euro.<br />
E’ prevista a Cameri (NO) la costruzione di uno stabilimento per l’assemblaggio di questi aerei. Qualcuno dirà che è un bene per noi perché significa che ci saranno nuovi posti di lavoro.<br />
Bene&#8230; si sappia che la Difesa ne stima 10.000 in tutta Italia. Il Sole-24 Ore, alcune settimane fa, quando annunciò in pompa magna l&#8217;avvio dei lavori di costruzione dello stabilimento di Cameri nonché l&#8217;avvio di appositi percorsi di studio per la formazione delle figure professionali da impiegare nello stesso stabilimento, disse che di posti di lavoro ce ne sarebbero stati 1.800 circa.<br />
Con la stessa somma si sarebbe potuto intervenire in modo molto più mirato su interi comparti dell’economia italiana per ristrutturarli adeguandoli alle mutate condizioni di mercato.<br />
Oggi nella sola provincia di Reggio Emilia, un tempo patria della meccanica di alta qualità, ci sono 60.000 persone che hanno perso il loro lavoro o sono in una situazione traballante (mobilità/cassa integrazione). E’ un quarto della popolazione attiva. Cari lettori, se credete che quando terminerà la cassa integrazione gli operai torneranno in fabbrica e che questa riprenderà a produrre semplicemente alzando l’interruttore generale&#8230; Credo che resterete delusi. Quelle fabbriche tra poco non esisteranno più. Saranno andate ad est o addirittura nel <em>far-east</em>.<br />
E quel che è peggio è che non ci saranno nemmeno più fondi per altri ammortizzatori sociali.<br />
La spesa militare è una pessima scelta economica.<br />
Secondo uno studio condotto da economisti della <a href="http://www.peri.umass.edu/fileadmin/pdf/working_papers/working_papers_151-200/WP151.pdf">Università del Massachusetts Amherst</a> a fronte di 1 mld di USD di spesa pubblica, si creerebbero 8.500 posti di lavoro. Con la stessa somma, se ne potrebbero creare quasi 13.000 nel settore sanitario oppure 17.000 nel settore dell’educazione.<br />
Ma&#8230; restiamo ai conti della serva, in casa nostra.<br />
Lo stanziamento annuo per la sola missione afghana è arrivato a 750 mln di euro. Con qualche spesuccia extra (per esempio le bombe per i cacciabombardieri AMX) si farà presto a fare cifra tonda a 800 mln. Si può affermare senza grande approssimazione che un anno di guerra corrisponde a due anni di 5 per mille.<br />
Cinque per mille che finanzia anche la ricerca in campo medico e scientifico in generale, già alle prese con tagli a dir poco impietosi.<br />
Ma voi riuscite a pensare qual è la ricaduta sociale del 5 per mille? A quanto welfare in Italia si muove con queste somme?<br />
Da ultimo, una domanda di &#8220;inutile&#8221; buonsenso: se, come è vero, l&#8217;industria manifatturiera sarà delocalizzata e la ricerca scientifica sarà l&#8217;ultima spiaggia per riuscire a conservare un vantaggio rispetto ad altri paesi emergenti, vale più acquistare siluri pesanti o finanziare la ricerca scientifica?<br />
<strong>Io non ci dormo la notte.</strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101116002841"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101116002841?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101116002841" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101116002841&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2010%2F11%2Friduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni-2"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Per un quadro completo leggi i due articoli precedenti sull&amp;#8217;argomento:  &amp;#8220;Se la notte porta consiglio&amp;#8221; e &amp;#8220;riduzione dello stanziamento del 5 x mille,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Riduzione allo stanziamento del 5 per mille, considerazioni</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni</guid>
	<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 00:28:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" /> <strong>1.	</strong>il 5 per mille è una gran bella cosa, di cui tanti politici si sono fatti belli, Tremonti per primo, si sono riempiti la bocca e hanno basato su questa misura molto dei loro consensi, ma che di fatto si è rivelato uno strumento troppo democratico per stare in piedi. Ergo: deve essere svuotato di contenuto, cioè lo stanziamento va drasticamente ridotto;</p>
<p><strong>2.	</strong>la prova del punto precedente sta nel fatto che nessun gruppo politico si è realmente impegnato nel portare a fondo i disegni di legge di stabilizzazione, affinché ogni anno non si ripetessero le solite liturgie legate al rifinanziamento del fondo per il 5 per mille;</p>
<p><strong>3.	</strong>il 5 per mille in tempi di riduzione del gettito fiscale è difficile da mantenere in vita. E’ comprensibile: se si accorcia la coperta qualche parte del corpo resta al freddo. Non si capisce però perché l’8 per mille resta invece intoccabile e, soprattutto, senza massimale;</p>
<p><strong>4.	</strong>nel corso del 2009, il suo inventore (cioè Tremonti), con un gesto degno della peggior finanza creativa (o gioco delle tre carte), per recuperare fondi da destinare a quella che di lì a poco si sarebbe rivelata una truffa ai danni dello Stato, cioè all’emergenza terremoto dell&#8217;Aquila, pensò di utilizzare proprio gli stanziamenti del 5 per mille. Proprio attraverso <strong><a href="http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2009/04/l%E2%80%99insostenibile-leggerezza-della-demagogia">queste pagine</a></strong> però gli fu fatto notare che:</p>
<blockquote><p>a.<em>	il 5 per mille serviva a finanziare proprio quelle organizzazioni impegnate nell’assistenza alle popolazioni colpite dal sisma;<br />
</em></p></blockquote>
<blockquote><p>b.	<em>lo Stato italiano ha a disposizione fondi ben più cospicui dai quali attingere. Sono quelli dell’8 per mille che la legge prevede siano destinati proprio alle attività di protezione civile&#8230; solo che lo Stato li spende male perché li preleva a piene mani per rifinanziare le operazioni militari internazionali;<br />
</em></p></blockquote>
<p><strong>5.	</strong>una delle ragioni per cui in Italia esplode il debito pubblico e assistiamo a tagli draconiani ai servizi pubblici è l’esplosione della spesa militare. Dal 2001 ad oggi il costo della missione italiana in Afghanistan (per esempio) è lievitato sino ad arrivare a <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23168/Italia,+anche+il+Senato+riapprova+la+guerra+in+Afghanistan">750 mln di euro/anno.</a> Le guerre costano e tanto e noi dal 2001 al 2010 ne abbiamo fatte un paio. Potremmo aggiungere anche quella nel Kosovo del 1999 giusto per essere bi-partisan. Nessuno dei governi che si sono succeduti dal 1999 ad oggi ha detto una parola su questo argomento. In pochi dicono che l’Italia sta spendendo l’impossibile per acquistare armi dalla dubbia utilità e che non fanno altro che impoverire le casse dello Stato. Con tanti saluti, per esempio, ai pendolari che vedranno tra poco lievitare le tariffe dei trasporti anche del 30% ma con sicuro peggioramento del servizio di trasporto e, soprattutto, nessun aumento in busta paga.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni-2">continua >></a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101116002840"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101116002840?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101116002840" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101116002840&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2010%2F11%2Friduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>1.	il 5 per mille è una gran bella cosa, di cui tanti politici si sono fatti belli, Tremonti per primo, si sono riempiti la bocca e hanno basato su questa misura molto dei loro consensi, ma che di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Se la notte non porta consiglio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/se-la-notte-non-porta-consiglio</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/se-la-notte-non-porta-consiglio</guid>
	<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 02:03:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gianpaolo Concari</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/se-la-notte-non-porta-consiglio#comments</comments>
    <category>cinque_per_mille_cpm_</category><category>cinque per mille; guerra; legge finanziaria; legge di stabilità; armamenti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/non_profit/5x1000.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="5 x mille" />Durante la seduta notturna della Commissione Bilancio alla Camera in cui si è esaminata la “legge per la stabilità”, neologismo che sta ad indicare la vecchia “legge finanziaria”, è stato licenziato un testo nel quale è previsto uno stanziamento pari a <strong>100 mln di euro da destinare al 5 per mille per l’anno 2011</strong>. Si tratta di un taglio del 75% rispetto all’anno precedente.<br />
Tra l&#8217;altro non si capisce bene cosa significhi (lo leggo oggi - 14 nov 2010, pag. 3, Il Sole-24Ore) la &#8220;proroga della liquidazione del 5 per mille&#8221;. Se le parole hanno ancora un valore semantico unico per tutti, sembra che non si tratti dell&#8217;ennesimo rinnovo del 5 per mille. Perciò aspettiamo a leggere il testo licenziato.<br />
In un colpo solo, sull’onda della necessità dei tagli orizzontali, Tremonti fa una brusca marcia indietro sulla norma che <strong><a href="http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2006/01/241548.shtml">lui stesso volle introdurre nel 2005</a></strong>. Un taglio che ha quasi del disconoscimento di paternità.<br />
Da più parti in queste ore sono state rese dichiarazioni circa l’inopportunità di una norma simile, sino a gridare allo scandalo.<br />
Chi scrive è convinto di queste cose:<br />
<strong>1.	</strong>il 5 per mille è una gran bella cosa, di cui tanti politici si sono fatti belli, Tremonti per primo, si sono riempiti la bocca e hanno basato su questa misura molto dei loro consensi, ma che di fatto si è rivelato uno strumento troppo democratico per stare in piedi. Ergo: deve essere svuotato di contenuto, cioè lo stanziamento va drasticamente ridotto;</p>
<p><strong>2.	</strong>la prova del punto precedente sta nel fatto che nessun gruppo politico si è realmente impegnato nel portare a fondo i disegni di legge di stabilizzazione, affinché ogni anno non si ripetessero le solite liturgie legate al rifinanziamento del fondo per il 5 per mille;</p>
<p><strong>3.	</strong>il 5 per mille in tempi di riduzione del gettito fiscale è difficile da mantenere in vita. E’ comprensibile: se si accorcia la coperta qualche parte del corpo resta al freddo. Non si capisce però perché l’8 per mille resta invece intoccabile e, soprattutto, senza massimale;</p>
<p><strong>4.	</strong>nel corso del 2009, il suo inventore (cioè Tremonti), con un gesto degno della peggior finanza creativa (o gioco delle tre carte), per recuperare fondi da destinare a quella che di lì a poco si sarebbe rivelata una truffa ai danni dello Stato, cioè all’emergenza terremoto dell&#8217;Aquila, pensò di utilizzare proprio gli stanziamenti del 5 per mille. Proprio attraverso <strong><a href="http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2009/04/l%E2%80%99insostenibile-leggerezza-della-demagogia">queste pagine</a></strong> però gli fu fatto notare che:</p>
<blockquote><p>a.<em>	il 5 per mille serviva a finanziare proprio quelle organizzazioni impegnate nell’assistenza alle popolazioni colpite dal sisma;<br />
</em></p></blockquote>
<blockquote><p>b.	<em>lo Stato italiano ha a disposizione fondi ben più cospicui dai quali attingere. Sono quelli dell’8 per mille che la legge prevede siano destinati proprio alle attività di protezione civile&#8230; solo che lo Stato li spende male perché li preleva a piene mani per rifinanziare le operazioni militari internazionali;<br />
</em></p></blockquote>
<p><strong>5.	</strong>una delle ragioni per cui in Italia esplode il debito pubblico e assistiamo a tagli draconiani ai servizi pubblici è l’esplosione della spesa militare. Dal 2001 ad oggi il costo della missione italiana in Afghanistan (per esempio) è lievitato sino ad arrivare a <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23168/Italia,+anche+il+Senato+riapprova+la+guerra+in+Afghanistan">750 mln di euro/anno.</a> Le guerre costano e tanto e noi dal 2001 al 2010 ne abbiamo fatte un paio. Potremmo aggiungere anche quella nel Kosovo del 1999 giusto per essere bi-partisan. Nessuno dei governi che si sono succeduti dal 1999 ad oggi ha detto una parola su questo argomento. In pochi dicono che l’Italia sta spendendo l’impossibile per acquistare armi dalla dubbia utilità e che non fanno altro che impoverire le casse dello Stato. Con tanti saluti, per esempio, ai pendolari che vedranno tra poco lievitare le tariffe dei trasporti anche del 30% ma con sicuro peggioramento del servizio di trasporto e, soprattutto, nessun aumento in busta paga.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/non_profit/interventi/2010/11/riduzione-allo-stanziamento-del-5-per-mille-considerazioni">continua >></a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101114020311"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101114020311?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101114020311" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101114020311&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fnon_profit%2Finterventi%2F2010%2F11%2Fse-la-notte-non-porta-consiglio"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Durante la seduta notturna della Commissione Bilancio alla Camera in cui si è esaminata la “legge per la stabilità”, neologismo che sta ad indicare la vecchia “legge finanziaria”, è stato[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>

