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A parte le O.n.l.u.s., a chi possiamo donare?

Ho parlato delle donazioni agli enti non profit qualificati come O.n.l.u.s.. Vi sono però altre tipologie di donazioni che generano benefici fiscali. In questo intervento andiamo a vedere cosa offre il testo unico delle imposte sui redditi. Nel prossimo esamineremo la campagna promossa da Vita “+ Dai - versi”.

Le erogazioni liberali per l’arte e la cultura

Le persone fisiche possono detrarre il 19% delle erogazioni liberali in denaro effettuate senza alcun massimale a favore

- dello Stato,

- delle regioni,

- degli enti locali territoriali,

- di enti o istituzioni pubbliche,

- di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali,

- di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro,

che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per:
- l’acquisto,

- la manutenzione,

- la protezione o

- il restauro

delle cose indicate nell’articolo 1 della legge 1 giugno 1939, n. 1089, e nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, ivi comprese le erogazioni effettuate per l’organizzazione in Italia e all’estero di mostre e di esposizioni di rilevante interesse scientifico culturale delle cose anzidette, e per gli studi e le ricerche eventualmente a tal fine necessari, nonché per ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico-promozionali, ivi compresi gli studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione, e le pubblicazioni relative ai beni culturali.

Le iniziative culturali devono essere autorizzate, previo parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, dal Ministero per i beni culturali e ambientali, che deve approvare la previsione di spesa ed il conto consuntivo.

Le erogazioni liberali non hanno massimale ma il loro limite sta nel rapporto alle detrazioni di imposta che generano, come già spiegato nel precedente intervento.

Il Ministero per i beni culturali e ambientali stabilisce i termini temporali entro i quali le erogazioni liberali devono essere utilizzate per gli scopi di cui sopra e controlla l’impiego delle erogazioni stesse.

I termini possono, per causa non imputabile al ricevente (donatario), essere prorogati una sola volta.

Nel caso le erogazioni liberali non siano integralmente utilizzate nei termini assegnati affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato, o delle regioni e degli enti locali territoriali, nel caso di attività o manifestazioni in cui essi siano direttamente coinvolti, e sono destinate ad un fondo da utilizzare per le attività culturali previste per l’anno successivo.

Il Ministero per i beni culturali e ambientali comunica, entro il 31 marzo di ciascun anno, al centro informativo del Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze l’elenco nominativo dei soggetti erogatori, nonché l’ammontare delle erogazioni effettuate entro il 31 dicembre dell’anno precedente (cfr. art. 13-bis, lettera h, T.u.i.r.).

E’ possibile ottenere lo stesso tipo di beneficio fiscale se, al posto del denaro, si erogano gratuitamente beni. In questo caso si prende come riferimento il costo specifico degli stessi o, in mancanza, il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, in base ad apposita convenzione, ai soggetti e per le attività di cui ho detto prima (cfr. art. 13-bis, lettera h-bis, T.u.i.r.)