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Le O.n.l.u.s. si rivolgono al TAR

Se la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate nega il riconoscimento dello status di O.n.l.u.s., si ricorre al TAR e non alla Commissione Tributaria Provinciale

Nella sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio n. 13087/2004 depositata il 16/11/2004 viene sancito un principio molto importante: contro le decisioni di cancellazione dall’Anagrafe delle O.n.l.u.s. il ricorso deve essere presentato al tribunale amministrativo regionale (T.A.R.) e non alle commissioni tributarie.

La sentenza sancisce un principio che è contrario a quanto affermato nella circolare ministeriale 26 febbraio 2003 n. 14/E laddove il Ministero aveva affermato che la competenza era devoluta alle commissioni tributarie.

Nella motivazione della sentenza si legge che l’Anagrafe Unica delle O.n.l.u.s. non ha esclusivamente effetti dichiarativi ma costitutivi, tanto che nell’art. 11 del d.lgs. 460/97 si demanda alla Direzione Regionale delle Entrate il compito di verificare la sussistenza dei requisiti.

La perdita dello status di O.n.l.u.s., secondo il T.A.R. del Lazio, non riguarda solo agevolazioni fiscali ma anche altri, che la legge (o regolamenti – n.d.r.) prevede per altri fini (per esempio corsie preferenziali nella stipula di convenzioni – n.d.r.).

La sentenza è importante sia perché sposta la giurisdizione verso la giustizia amministrativa sia perché apre un nuovo fronte nel contenzioso. Non essendovi giurisprudenza consolidata è alquanto rischioso “puntare tutto” su di una sola giurisdizione: giudici amministrativi o giudici tributari. Sicuramente questo non fa che aumentare il costo dell’eventuale contenzioso che, al contrario, potrebbe essere eliminato se con un adeguato provvedimento legislativo-interpretativo, il legislatore fornisse un’interpretazione autentica, prima ancora che sulla giurisdizione, sulla natura delle O.n.l.u.s.: qualora la qualifica fosse considerata esclusivamente ai fini delle agevolazioni fiscali tutti saremmo d’accordo sul fatto che la competenza sarebbe dei giudici tributari.

Se al contrario, come molti operatori del settore affermano, si ritenesse che la qualifica di O.n.l.u.s. ha una portata più ampia, sino a diventare un genere a sé stante di ente senza finalità di lucro, ecco che allora la giurisdizione dovrebbe essere spostata a pieno titolo al giudice amministrativo, dal momento che le commissioni tributarie non avrebbero competenza su di un atto della Pubblica amministrazione che esula dalla competenza delle commissioni tributarie a norma degli artt. 2 e 19 del d.lgs. 546/92.

Resterebbe però insoluto il problema degli avvisi di accertamento e i conseguenti avvisi di irrogazione delle sanzioni che normalmente accompagnano gli atti di cancellazione delle O.n.l.u.s. dall’Anagrafe Unica: avremmo infatti una serie di atti la cui fondatezza dipenderebbe dall’esito del giudizio del T.A.R. ma che non è detto che nel frattempo farebbero ricadere i loro (nefasti) effetti in capo al malcapitato ente non profit.

Poniamo il caso di un’associazione O.n.l.u.s. che si veda notificare il diniego della qualifica di O.n.l.u.s. e che, con successivi atti, riceva altresì avvisi di accertamento per mancato pagamento dell’imposta di bollo sugli estratti conto (uno dei primi facili obiettivi che l’Agenzia delle entrate potrebbe colpire) con relativa irrogazione delle sanzioni. Da un lato avremmo un contenzioso con la Pubblica amministrazione che si radicherebbe presso il Tribunale amministrativo e dall’altro una serie di atti che l’Amministrazione finanziaria emetterebbe e che dovrebbero essere impugnati davanti alle commissioni tributarie.

E’ chiaro che la O.n.l.u.s. potrebbe chiedere la sospensione della riscossione dei tributi e delle sanzioni ma non è detto che tale richiesta sarebbe automaticamente accolta dal giudice tributario. Anzi, spesso si verifica il contrario. Un vero pasticcio.

Agli operatori non resta che armarsi di pazienza e, soprattutto, di bravi professionisti capaci di assisterli nei delicati passaggi del contenzioso sia tributario che amministrativo.

Un suggerimento: aggiungere sempre nel ricorso la richiesta di rimborso delle spese sostenute per il giudizio perché certamente operazioni di questo tipo non sono indolori.