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Il 5 per mille agli enti non profit

Al via la devoluzione sperimentale del 5 per mille dell'I.R.Pe.F. al Terzo Settore e alla ricerca. Vediamo come funziona il meccanismo

Le persone fisiche possono devolvere il 5 per mille dell’I.R.Pe.F. a favore degli enti non profit in base alle preferenze espresse nella dichiarazione dei redditi.

Questa è una delle novità, introdotte a titolo sperimentale per l’anno 2006, contenute nei commi da 337 a 340 della legge n. 266/95 - Finanziaria per il 2006

Il 5 per mille è perciò devoluto per sostenere:

· il volontariato

· le O.n.l.u.s. (art. 10 d.lgs. 460/97)

· le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali (art. 7, c. 1, 2, 3 e 4 legge 383/2000)

· le associazioni e fondazioni riconosciute che comunque svolgono attività nei settori propri delle O.n.l.u.s. (art. 10, c. 1, lettera a, d.lgs. 460/97)

· il finanziamento della ricerca scientifica e università

· il finanziamento della ricerca sanitaria

· le attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente

Il contribuente perciò effettua la scelta nella propria dichiarazione dei redditi (l’opzione sarà possibile già nel modello Unico2006 – redditi 2005) e i fondi saranno assegnati in base agli incassi in conto competenza dell’I.R.Pe.F. .

Con decreto di natura non regolamentare del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, sono stabilite:

· le modalità di richiesta,

· le liste dei soggetti ammessi al riparto e

· le modalità del riparto delle somme,

sentite le Commissioni parlamentari competenti relativamente alle organizzazioni di volontariato, le O.n.l.u.s., le associazioni di promozione sociale e le altre associazioni e fondazioni riconosciute.

Lo schema di decreto messo a punto dal Ministero dell’Economia, di cui nei giorni scorsi sono circolate alcune anticipazioni sui quotidiani, prevede che le organizzazioni interessate a ricevere i fondi si iscrivino in un apposito elenco attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate che, evidentemente, dovrà tenere conto anche dei soggetti “non conosciuti” come O.n.l.u.s. presso l’Anagrafe delle Onlus, in quanto non rientranti nell’obbligo di comunicazione perché O.n.l.u.s. di diritto, vale a dire le associazioni di volontariato ex legge 266/91, le organizzazioni non governative ex legge 49/1987 e le cooperative sociali ex legge 381/91.

Così non è chiaro se l’espressione “volontariato” usata nella legge si riferisca alle associazioni di volontariato ex legge 266/91 iscritte nei registri regionali o provinciali (e quindi O.n.l.u.s. di diritto) oppure a quali altre forme di volontariato.

Si attende perciò il decreto perché i tempi previsti per l’iscrizione all’elenco si preannunciano molto stretti.

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