Il terzo punto della circolare n. 59/E è quantomeno controverso. Se da una parte si afferma che società commerciali ed enti pubblici possono far parte di un ente qualificato come O.n.l.u.s., dall’altro si afferma che tali soggetti non possono esercitare un’influenza dominante nella O.n.l.u.s. a pena del disconoscimento di tale qualifica.
L’affermazione è a dir poco pericolosa perché, sgombrato il campo dall’influenza dominante esercitata con il diritto di voto, poiché nell’assemblea vige il voto singolo, resta l’influenza dominante su base economica.
Il che significa che dovremmo revocare lo status di O.n.l.u.s. a tutte quelle organizzazioni che basano le proprie entrate su di un unico rapporto convenzionale stipulato con un ente pubblico oppure ricevono consistenti erogazioni da un’unica società commerciale.
Forse non ci si è resi pienamente conto delle conseguenze di una simile affermazione perché non si è soppesato sufficientemente il significato di “influenza dominante”, argomento non del tutto lineare anche in ambito di soggetti for profit nonostante i principi di consolidamento enunciati nel d.lgs. 127/91.
Nella circolare n. 59/E tra l’altro si fa riferimento alla sentenza n. 13/19/07 del 24/01/2007 della Commissione Tributaria Regionale Lombardia riferita ad un caso certamente controverso che, a ben vedere, è difficile applicare alla generalità dei soggetti e quindi usare per argomentare in senso assoluto il problema.
Nel caso specifico infatti si trattava di tre società commerciali facenti capo ad un unico gruppo societario che hanno costituito (si legge nella sentenza) un’associazione denominata “Fondazione XY”.
Il primo punto controverso è la natura dell’ente in questione: o si è un’associazione o si è una fondazione. Il codice civile distingue nettamente i due soggetti.
L’associazione (o fondazione che sia) ha correttamente sostenuto la tesi secondo la quale la natura giuridica degli enti che partecipano alla costituzione di un nuovo ente non si trasmette a quest’ultimo (principio sancito dalle sentenze n. 11541 del 23/11/1993 e n. 110 del 13/01/1999 Corte di Cassazione SS.UU.), tuttavia il problema maggiore era nelle attività annunciate nello statuto, probabilmente, non perfettamente in linea con quanto indicato nell’art. 10, comma 1, lettera a), d.lgs. 460/97 e altrettanto probabilmente non argomentate sufficientemente nel ricorso.
Se si deve introdurre il concetto di influenza dominante, effettivamente, il caso prospettato non permette una diversa soluzione perché le tre società commerciali esercitano certamente tale influenza: i tre soci sono loro.
Tuttavia se anziché un’associazione si fosse costituita una fondazione (nel vero senso del termine) avremmo sortito lo stesso effetto?
In altri termini: una fondazione costituita con un apporto notevole da parte di un’impresa o di un ente pubblico (ve ne sono parecchie al servizio di ospedali per esempio) può essere considerata O.n.l.u.s. per tale circostanza? oppure per il fatto che il presidente e i componenti del consiglio di amministrazione sono nominati dall’impresa o dall’ente pubblico si deve disconoscere lo status di O.n.l.u.s.?
Eppure vi sono fondazioni con questa governance che operano in regime O.n.l.u.s. da anni e la cui attività non è mai stata messa in discussione.
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Gianpaolo Concari








