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Impresa sociale: arrivano i decreti attuativi

Sebbene dimissionario, il governo ha approvato i decreti attuativi del pacchetto “impresa sociale”. Ma restano non risolti molti interrogativi.

I decreti attuativi dell’impresa sociale erano attesi dal maggio del 2006 e, nonostante il governo dimissionario, sono stati approvati.

Ora, alla data di pubblicazione di questo intervento, sono alla Corte dei Conti per la loro registrazione.

 

I decreti riguardano:  

la definizione del concetto di ricavo ai fini della determinazione della soglia minima del 70% del rapporto tra ricavi prodotti da attività di utilità sociale e i ricavi complessivi dell’organizzazione

la definizione delle linee guida per la redazione (obbligatoria) del bilancio sociale da parte delle imprese sociali

la regolamentazione delle operazioni straordinarie poste in essere dalle imprese sociali

la regolamentazione degli atti da depositare nei registri delle imprese competenti e i termini di deposito degli stessi.

In teoria, quando i decreti saranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale e trascorso il normale periodo di vacatio-legis, le imprese sociali saranno pienamente operative. Il dubbio di fondo però rimane: per quale motivo un imprenditore privato può essere motivato ad intraprendere un’attività propria di un’impresa sociale se non vi sono incentivi di alcun genere? la stessa domanda potrebbe porla un ente non profit che intendesse trasformarsi o creare un’entità a parte alla quale far svolgere l’attività di impresa sociale.

Ciò di cui non si trova traccia nella legislazione delle imprese sociali è la mancanza degli incentivi fiscali per cui al momento non appare una convenienza evidente a costituire un’impresa sociale o a trasformare un organismo esistente.

 

Restano poi totalmente irrisolti i dubbi già indicati nell’intervento pubblicato lo scorso 8/03/2006 e quindi le questioni relative alla terminologia grossolana utilizzata nella predisposizione del decreto legislativo (si confonde la redazione del bilancio con la sua approvazione), così come non è stato risolto il problema del riconoscimento della personalità giuridica attribuito ora attraverso i registri delle imprese con una procedura che suscita non poche perplessità.

Vi è poi la questione della distribuzione indiretta degli avanzi di gestione effettuata attraverso l’offerta di servizi a prezzi inferiori a quelli di mercato, situazione non presa in considerazione dal d.lgs. 155/06.

Infine, ma non per importanza, rimane irrisolto il problema che si potrebbe verificare in caso di cessione del ramo aziendale dell’impresa sociale, quando plusvalenze e tutto il patrimonio accumulato non troverebbe una destinazione obbligatoria a finalità di utilità sociale perché tale fattispecie non è contemplata dal d.lgs. 155/06 nel quale si prevede tale ipotesi solo in caso di cessazione dell’impresa.