Questo sito contribuisce alla audience di

Delle due l’una

L’Agenzia delle Entrate legittima le O.n.l.u.s. costituite da società commerciali e contraddice il contenuto della circolare 59/E del 31/10/2007.

Logo dell'Agenzia delle EntrateLe O.n.l.u.s. costituite da società commerciali sembrano essere riabilitate dopo la pubblicazione della risoluzione 24/10/2008 n. 401/E.
E’ quanto emerge dalla risposta, per certi versi sorprendente, ad un interpello presentato da una società che ha costituito un’associazione, riconosciuta successivamente come O.n.l.u.s..

Nel quesito si chiedeva se si possano considerare deducibili le erogazioni liberali che, insieme ad altre società del gruppo (!), avrebbe versato alla O.n.l.u.s. per costituire il fondo speciale di solidarietà sociale istituito in base all’art. 81, commi 29 e seguenti, d.l. 112/2008.
E l’Agenzia delle Entrate ha tranquillamente risposto che la deducibilità fiscale è pienamente legittima anche se l’Agenzia sembra snobbare la più dai meno versi cioè l’art. 14, d.l. 35/2005 non richiamandola nella soluzione interpretativa.
Fin qui tutto bene, senonché la questione sollevata dalla società istante riconduce velocemente ai concetti delineati un anno fa dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 31/10/2007 n. 59/E dove, per la prima volta nel panorama del non profit italiano, è stato introdotto il concetto di “influenza dominante” e di “controllo”.
Sia chiaro ai lettori che chi scrive ritiene che il contenuto di quella circolare sia profondamente sbagliato perché, in base a quei principi, si dovrebbero cancellare dall’Anagrafe delle O.n.l.u.s. molte fondazioni che sono nate come supporto di ospedali pubblici, nelle quali la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione è di nomina pubblica.
Stessa sorte dovrebbe toccare a tutte quelle organizzazioni che sono titolari di un’unica convenzione con un ente pubblico.
E questi sono solo due tra i tanti esempi di controllo e di influenza palesemente dominante.
Il problema è che il contenuto della circolare 59/E non è divenuto dibattito ma si è presto trasformato in contenzioso che trae origine da questioni che nemmeno il legislatore si era posto al momento della formulazione della legge delega né tantomeno sono state poste al momento di emanare il d.lgs. 460/97.
Allora ci si era preoccupati di vietare il regime O.n.l.u.s. agli enti pubblici, alle società commerciali diverse dalle cooperative ecc., cioè quei soggetti elencati nell’art. 10, comma 10 del d.lgs. 460/97.
Ma questo è un divieto rivolto agli enti pubblici ecc. che intendono iscriversi direttamente nell’Anagrafe delle O.n.l.u.s.. Certamente non a quegli enti del libro primo del codice civile nati per il volere di altri, anche se questi appartenevano a categorie escluse.
Tra l’altro i principi sanciti nella circolare 59/E del 2007 contrastano palesemente con il contenuto di due sentenze della Corte di Cassazione che, a sezioni unite, ha sancito il principio secondo il quale la natura giuridica degli enti che partecipano alla costituzione di un nuovo ente non si trasmette a quest’ultimo (cfr. sentenze n. 11541 del 23/11/1993 e n. 110 del 13/01/1999 Corte di Cassazione SS.UU.),

Perciò riconoscere O.n.l.u.s. (sin dal 2003) un’associazione costituita da una società commerciale, probabilmente con altre società dello stesso gruppo, e rafforzare tale riconoscimento affermando che tale associazione O.n.l.u.s. può essere destinataria di erogazioni liberali con fruizione dei relativi benefici fiscali, contraddice evidentemente il principio enunciato nella circolare n. 59/E del 2007, con la conseguenza che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe fermare le azioni in corso, volte al disconoscimento della qualifica di O.n.l.u.s. e intraprese dalle Direzioni Regionali.
Lo speriamo vivamente perché il contenzioso costa e sottrae risorse preziose.