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5 per mille 2009: si riparte

Tardi ma si riparte. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il software e le istruzioni per la formazione degli elenchi degli enti beneficiari. Alcune criticità del sistema comportano altri problemi.

5 x milleSecondo un proverbio scaramantico “di venere e di marte non si sposa, non si parte né si da principio all’arte”.
Ma all’Agenzia delle Entrate sembra che non siano scaramantici per cui, intorno alle 20 di venerdì 3 aprile, è stata diramata la notizia dell’apertura dei termini per l’iscrizione agli elenchi degli enti beneficiari del 5 per mille dell’I.R.Pe.F. 2008.
Contemporaneamente è stata pubblicata la sezione del sito web dell’Agenzia delle Entrate che permette di scaricare il software per la compilazione della domanda di iscrizione e di avere le prime necessarie istruzioni operative.
Come vedremo poi, probabilmente sarebbe stato meglio attendere qualche ora in più (visto il ritardo accumulato, non avrebbe fatto grande differenza) e sistemare alcuni problemi.

Gli enti beneficiari
Per l’ennesima volta cambia la platea dei soggetti beneficiari. Vengono infatti ricompresi i comuni di residenza del contribuente e le associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute dal CONI, se svolgono un’attività di rilevante interesse sociale.
Abbiamo perciò queste possibili opzioni:

  • Enti (impropriamente) detti del volontariato:
    1. O.n.l.u.s. ex d.lgs. 460/97
    2. Associazioni di promozione sociale (a.p.s.) ex legge 383/2000
    3. Associazioni riconosciute senza finalità di lucro che operano nei settori indicati nell’art. 10 d.lgs. 460/97
  • Enti di ricerca scientifica e dell’università (sotto il controllo del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica)
  • Enti di ricerca sanitaria (sotto il controllo del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali)
  • Comune di residenza del contribuente per il sostegno delle attività sociali
  • Associazioni sportive dilettantistiche (a.s.d.), riconosciute dal CONI, che svolgono attività di rilevante interesse sociale.

Modalità di iscrizione e formazione dell’elenco

O.n.l.u.s., a.p.s. e associazioni riconosciute
Le O.n.l.u.s., le associazioni di promozione sociale e le associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10 d.lgs. 460/97 possono presentare la domanda di iscrizione direttamente (se utenti Entratel o Fisconline) in via telematica utilizzando il software oppure attraverso gli intermediari abilitati e utilizzando il modello.
La domanda di iscrizione deve essere inviata, a pena di decadenza, entro e non oltre il 20/04/2009 (anche da coloro che hanno presentato la domanda negli anni scorsi).
Entro il 28/04/2009 L’Agenzia delle Entrate pubblicherà sul proprio sito l’elenco provvisorio degli enti ammessi al contributo. Gli enti che riscontrassero errori nell’iscrizione, entro il successivo 5 maggio 2009, potranno chiedere la loro rettifica alla competente Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate entro il successivo 11/05/2009 pubblicherà la versione definitiva dell’elenco.
L’ultimo adempimento consiste nell’invio, entro la solita data del 30/06/2009, della solita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in cui si dichiara la sussistenza dei requisiti soggettivi dell’ente e che deve essere corredata dalla copia del documento di identità del legale rappresentante (cfr. art. 47 d.P.R. 445/2000).
Inutile ripetere che l’autocertificazione è una misura inutile a poco più 60 giorni dal momento in cui, gli stessi dati sono già stati comunicati attraverso il modello telematico. Il controllo sarebbe ben più incisivo se l’autocertificazione fosse richiesta poco prima del pagamento dei fondi che, si è visto, avviene dopo almeno due anni dall’espressione della preferenza.
In ogni caso l’invio deve essere effettuato a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito si trova la sede legale dell’ente.

Associazioni sportive dilettantistiche
In base all’art. 63-bis, comma 6, d.l. 25/06/2008 n. 112, un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze avrebbe dovuto regolamentare le modalità di accesso al contributo, le modalità di controllo e di rendicontazione, oltre alla limitazione del contributo alle a.s.d. che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
Al momento della chiusura di questo intervento (05/04/2009) non si hanno notizie del decreto ma le indicazioni ricavate dal sito web dell’Agenzia delle Entrate sono che possono partecipare al riparto le a.s.d. che svolgono una rilevante attività sociale e pertanto quelle associazioni, affiliate ad enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI (perché non sono espressamente citate anche le federazioni sportive? probabilmente è un refuso) nella cui organizzazione è presente il settore giovanile, e che svolgono:

  • avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni
  • avviamento allo sport in favore di persone di età superiore a 60 anni
  • avviamento allo sport in favore di soggetti svantaggiati in ragione di condizioni fisiche, economiche, psichiche, sociali o familiari.

Le anticipazioni del decreto ministeriale apparse oggi (07/04/2009) su Il Sole-24Ore – pag. 29 (articolo a firma Valentina Melis) sono alquanto sorprendenti: è difficile comprendere quale sia la ratio della norma dal momento che è più frequente trovare a.s.d. che hanno un settore giovanile tra quelle affiliate alle federazioni.
Ancora di più sorprende il fatto che il decreto andrebbe a regolamentare l’erogazione dei fondi in modo retroattivo e quindi anche per gli anni 2006 e 2007. Un decreto che sicuramente ha una valenza praeter legem dal momento che non vi è alcun provvedimento legislativo di rango superiore che abbia disposto una linea direttiva di tale portata.
Vedremo se anche questa norma andrà ad alimentare nuovo contenzioso che si pensava in via di risoluzione dopo la riapertura dei termini per gli enti che avevano dimenticato l’invio dell’autocertificazione.
Le modalità e la tempistica per l’iscrizione sono identiche a quelle previste precedentemente er le O.n.l.u.s., a.p.s. e associazioni riconosciute.
L’unica variante è costituita dal destinatario della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: è l’Ufficio CONI nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’ente. Cosa poi ne faccia l’Ufficio del CONI di tale autocertificazione rimane un mistero, visto che il pagamento deve giungere dall’Agenzia delle Entrate e non dal CONI.
Si segnala infine che il modello di autocertificazione è diverso rispetto a quello previsto per le O.n.l.u.s., a.p.s. e associazioni riconosciute.

Predisposizione degli elenchi
Con riferimento all’art. 63-bis, d.l. n. 112/2008:
l’Agenzia delle Entrate provvede alla formazione degli elenchi (con riferimento) relativi a:

  • lettera a), O.n.l.u.s., a.p.s. e associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, d.lgs. 460/97
  • lettera e), associazioni sportive dilettantistiche.

Il Ministero dell’Università e della ricerca scientifica predispone l’elenco di cui alla

  • lettera b), enti della ricerca scientifica e dell’università

per il quale occorre accedere alla specifica sezione del sito del M.I.U.R..
Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali cura la predisposizione dell’elenco di cui alla

  • lettera c), enti della ricerca sanitaria

e lo trasmette all’Agenzia delle Entrate.
Per i comuni di cui alla lettera d) non vi è alcun elenco, dal momento che la destinazione avviene mediante la firma del contribuente, mediante la quale la preferenza va al comune in cui risiede.

Rendicontazione
Ancora assai fumose le regole di rendicontazione sia per le O.n.l.u.s. ecc. che per le associazioni sportive dilettantistiche, queste ultime legate all’emanazione del decreto che, come segnalato in precedenza, non è ancora stato pubblicato.
Già in precedenti interventi ho sollevato l’assoluta inidoneità delle norme relative alla rendicontazione che al momento somigliano di più alle grida manzoniane.

Problemi legati al software
Appare abbastanza evidente la fretta di pubblicare il modello e il software necessario per la composizione degli elenchi:

  • il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate non permette di inserire l’IBAN del conto corrente sul quale si effettuerà l’accredito dei fondi. E’ perciò possibile che si ripeta la querelle dei conti correnti mancanti, quando sarà il momento del pagamento, già vista in passato;
  • vi è poi l’impossibilità di inserire i numeri civici seguiti da “bis” oppure una qualsivoglia lettera. Eppure sono alquanto frequenti negli indirizzi;
  • per facilitare la compilazione dell’autocertificazione, da inviare alla D.R. dell’Agenzia delle Entrate o al CONI, il software genera anche un modello in formato pdf della stessa, contenente i dati inseriti nella domanda. Tutto bene, salvo il fatto che quando la denominazione dell’ente è particolarmente lunga, finisce che questa va a sovrapporsi al testo con il risultato che l’autocertificazione diventa illeggibile.
  • Problemi vari ed eventuali
    Tra le dolenti note non si possono tacere quelle legate al ritardo dell’inizio dell’operazione 5 per mille 2009: è di tutta evidenza che il primo elenco, peraltro provvisorio, degli enti potenziali beneficiari, sarà disponibile dal prossimo 28 aprile e quindi a “campagna 730/2009” avanzata.
    Di contro, alcuni centri di assistenza fiscale hanno candidamente dichiarato agli organi di stampa che il loro software, controlla l’esistenza dell’ente beneficiario indicato dal contribuente nell’elenco. Dal momento che l’elenco non c’è ancora, non è possibile, al momento, chiudere la dichiarazione.
    Ciò comporta l’impossibilità per il contribuente di esprimere la propria preferenza a meno di un secondo passaggio al C.a.f.. E’ assai probabile che perciò la preferenza specifica vada dispersa a favore dell’aumento della quota indistinta o, peggio, della non preferenza.
    Sarebbe interessante che il Ministero e l’Agenzia delle Entrate accordassero ai contribuenti che compilano il mod. 730 un maggior termine per esprimere la preferenza, anche dopo la consegna del modello 730, attraverso la consegna della scheda che è stata consegnata assieme al CUD, al datore di lavoro o alle Poste italiane. In questo modo sarebbe concessa una chance in più per raccogliere preferenze.