Riduzione allo stanziamento del 5 per mille, considerazioni

La Commissione Bilancio alla Camera riduce drasticamente lo stanziamento per il 5 per mille. Da 400 mln di euro a 100 mln di euro. Da più parti in queste ore sono state rese dichiarazioni circa l’inopportunità di una norma simile, sino a gridare allo scandalo. Chi scrive è convinto di queste cose:

5 x mille 1. il 5 per mille è una gran bella cosa, di cui tanti politici si sono fatti belli, Tremonti per primo, si sono riempiti la bocca e hanno basato su questa misura molto dei loro consensi, ma che di fatto si è rivelato uno strumento troppo democratico per stare in piedi. Ergo: deve essere svuotato di contenuto, cioè lo stanziamento va drasticamente ridotto;

2. la prova del punto precedente sta nel fatto che nessun gruppo politico si è realmente impegnato nel portare a fondo i disegni di legge di stabilizzazione, affinché ogni anno non si ripetessero le solite liturgie legate al rifinanziamento del fondo per il 5 per mille;

3. il 5 per mille in tempi di riduzione del gettito fiscale è difficile da mantenere in vita. E’ comprensibile: se si accorcia la coperta qualche parte del corpo resta al freddo. Non si capisce però perché l’8 per mille resta invece intoccabile e, soprattutto, senza massimale;

4. nel corso del 2009, il suo inventore (cioè Tremonti), con un gesto degno della peggior finanza creativa (o gioco delle tre carte), per recuperare fondi da destinare a quella che di lì a poco si sarebbe rivelata una truffa ai danni dello Stato, cioè all’emergenza terremoto dell’Aquila, pensò di utilizzare proprio gli stanziamenti del 5 per mille. Proprio attraverso queste pagine però gli fu fatto notare che:

a. il 5 per mille serviva a finanziare proprio quelle organizzazioni impegnate nell’assistenza alle popolazioni colpite dal sisma;

b. lo Stato italiano ha a disposizione fondi ben più cospicui dai quali attingere. Sono quelli dell’8 per mille che la legge prevede siano destinati proprio alle attività di protezione civile… solo che lo Stato li spende male perché li preleva a piene mani per rifinanziare le operazioni militari internazionali;

5. una delle ragioni per cui in Italia esplode il debito pubblico e assistiamo a tagli draconiani ai servizi pubblici è l’esplosione della spesa militare. Dal 2001 ad oggi il costo della missione italiana in Afghanistan (per esempio) è lievitato sino ad arrivare a 750 mln di euro/anno. Le guerre costano e tanto e noi dal 2001 al 2010 ne abbiamo fatte un paio. Potremmo aggiungere anche quella nel Kosovo del 1999 giusto per essere bi-partisan. Nessuno dei governi che si sono succeduti dal 1999 ad oggi ha detto una parola su questo argomento. In pochi dicono che l’Italia sta spendendo l’impossibile per acquistare armi dalla dubbia utilità e che non fanno altro che impoverire le casse dello Stato. Con tanti saluti, per esempio, ai pendolari che vedranno tra poco lievitare le tariffe dei trasporti anche del 30% ma con sicuro peggioramento del servizio di trasporto e, soprattutto, nessun aumento in busta paga.

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