1. Rendicontare il 5 per mille: gli enti interessati

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato le linee guida per la predisposizione del rendiconto relativo all’utilizzo dei fondi 5 per mille I.R.Pe.F.. Sono interessate anche le associazioni sportive dilettantistiche ma, a differenza della generalità dei destinatari, l’obbligo riguarda anche le annualità anteriori all’anno finanziario 2008. Diversi aspetti restano tuttavia irrisolti.

5 x milleLe tanto attese linee guida per la rendicontazione del 5 per mille I.R.Pe.F. sono state emanate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sono repereribili a questo link dove è possibile reperire anche il modello di rendiconto da utilizzare.
Le associazioni sportive dilettantistiche (a.s.d.) sono state ammesse alla ripartizione dei fondi con effetto retroattivo, sin dall’anno finanziario 2006, cioè dalla prima edizione.
Per non incorrere in fraintendimenti si specifica che per “anno finanziario”, si intende quello in cui è avvenuta la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il 5 per mille per le a.s.d.
Il percorso delle a.s.d. per poter accedere al riparto dei fondi 5 per mille è stato alquanto travagliato.
In un primo momento erano considerate solo le a.s.d. con personalità giuridica e che quindi erano “riconosciute” ai sensi del d.P.R. 361/2000. Tale interpretazione era stata confermata non solo attraverso le pagine di questo sito, ma anche dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 22/05/2007 n. 30/E
e con la circolare 25/10/2007 n. 57/E

Tuttavia attraverso
– l’art. 20, comma 2, del d.l. 159/2007 e
– l’art. 45, comma 1-bis, del d.l. 248/2007
tutte le a.s.d., anche senza personalità giuridica, con effetto retroattivo, sono state ammesse alla possibilità di accedere ai fondi del 5 per mille.
A partire dall’anno finanziario 2009 (I.R.Pe.F. su redditi 2008) che, al momento della redazione di questo articolo (gennaio 2011), non è ancora stato assegnato, sono ammesse alla ripartizione dei fondi solo le a.s.d. in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, nella cui organizzazione è presente:
– il settore giovanile, affiliate alle Federazioni sportive nazionali e alle Discipline sportive associate, che svolgono prevalentemente attivita’ di avviamento e formazione allo sport dei giovani di eta’ inferiore a 18 anni, ovvero
– di avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di eta’ non inferiore a 60 anni, oppure
– nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.
Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 56/E del 10/12/2010 si afferma che per accedere al riparto dei fondi 5 per mille, occorre che l’associazione sia riconosciuta ai sensi del d.P.R. 361/2000 e quindi che abbia la personalità giuridica. La questione non riguarda le a.s.d. né riguarda la moltitudine delle associazioni che hanno chiesto di poter partecipare al riparto dei fondi 5 per mille.
Nella circolare si parla in generale di tutte quelle organizzazioni che non essendo:
– associazioni di volontariato ex legge 266/91,
– O.n.l.u.s. in generale,
– a.p.s. iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali,
operano comunque nei settori di attività previsti dall’art. 10, comma 1, lettera a), d.lgs. 460/97 ma che non appartengono ad alcuna delle tre precedenti categorie. Solo a queste organizzazioni è richiesto il requisito della personalità giuridica.

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