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2. Rendicontare il 5 per mille: lo schema di rendiconto

Il modello di rendiconto e l'opzione per l'invio del bilancio

5 x milleSe tutti gli altri soggetti iniziano a rendicontare a partire dall’anno finanziario 2008, le a.s.d. devono rendicontare l’uso dei fondi anche per gli anni finanziari 2006 e 2007.
L’obbligo è sancito dall’art. 3, d.m. 2 aprile 2009.
La rendicontazione è basata su un semplice criterio di “entrate e uscite” e quindi non prende in esame il criterio di competenza economica. Si tratta quindi di verificare se il momento del pagamento del bene o del servizio ricevuto ricade “nell’anno di osservazione”. Questo criterio, sebbene appaia molto semplice, in realtà evidenzia un elemento di criticità che sarà affrontato successivamente.
Le linee di spesa sono sostanzialmente cinque:
1. risorse umane: costi del personale dipendente, collaborazioni a progetto, rimborsi spese viaggio sostenute dai volontari o da altro personale, oneri previdenziali e assicurativi relativi comunque a prestazioni continuative. Per le a.s.d. si ritiene che vi possano rientrare i compensi agli sportivi dilettanti, agli allenatori ecc.;
2. costi di funzionamento: spese per la gestione della struttura dell’ente come canoni di locazione, utenze energetiche, idriche, telefoniche, cancelleria, costi degli automezzi;
3. acquisto di beni e servizi: come l’acquisto di beni durevoli (immobili, attrezzature informatiche, attrezzature sportive, automezzi, software ecc.) o di consumo quali sono gli indumenti sportivi e in generale i materiali a perdere utilizzati nella pratica sportiva. In questa linea di spesa vanno indicate le prestazioni di lavoro di natura occasionale;
4. erogazioni ai sensi della propria finalità istituzionale: se l’ente beneficiario svolge, per statuto, un’attività di erogazione di fondi a favore di altre organizzazioni. Si ritiene l’ipotesi abbastanza remota per le a.s.d.;
5. altre voci di spesa riconducibili al raggiungimento dello scopo sociale: si tratta di una voce residuale nella quale possono confluire tutte quelle voci di spesa non previste in precedenza come per esempio quelle per la realizzazione di specifici programmi o progetti.
Non è del tutto chiaro quindi se la rendicontazione si debba fare per “natura” o per “destinazione”.
Si faccia attenzione perché se nel rendiconto si inseriscono importi nelle voci 4 e 5, occorre produrre una relazione illustrativa riguardante le attività svolte e le spese sostenute.
Ulteriore attenzione si deve porre alle spese sostenute per le spese pubblicitarie, finalizzate alla sensibilizzazione della destinazione del 5 per mille: dall’esercizio finanziario 2010 non è più possibile coprirle con i fondi 5 per mille.
Qualora l’ente beneficiario rediga il bilancio utilizzando il modello di riclassificazione secondo le “Linee guida e schemi per la redazione dei bilanci di esercizio degli enti non profit” fornite dall’Agenzia per le O.n.l.u.s., anziché predisporre l’apposito rendiconto, può utilizzare il bilancio così redatto e corredato dalla delibera di approvazione da parte dell’organo amministrativo.
Nel bilancio d’esercizio dovrà comparire in modo “chiaro ed inequivocabile” la destinazione dei fondi 5‰, eventualmente anche attraverso una relazione che descriva nel dettaglio l’attività svolta e i costi sostenuti.
Il bilancio d’esercizio potrà essere corredato dal bilancio sociale qualora anche questo documento sia stato redatto secondo le “Linee Guida per la Redazione del Bilancio Sociale delle Organizzazioni Non Profit” fornite dall’Agenzia per le O.n.l.u.s..
Questa forma di rendicontazione appare particolarmente controversa per le ragioni di cui si dirà oltre.