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1. Vies e Enti non profit

L’Agenzia delle Entrate attiva i controlli sugli operatori intracomunitari per limitare le frodi carosello. Si attiva un sistema di controllo preventivo sugli operatori che intendono svolgere operazioni intracomunitarie. Interessati anche gli enti non commerciali.

logo IVA intra UECon la pubblicazione di due provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono stati attivati i controlli preventivi sui soggetti passivi I.V.A. (cioè gli operatori I.V.A.) che intendono svolgere operazioni intracomunitarie e quindi anche i “semplici” acquisti effettuati via internet di prodotti dematerializzati quali il software per esempio.
La questione nasce dalla necessità di adeguare il sistema di controllo antifrodi italiano alla normativa europea.
Attraverso il d.l. n. 78/2010 è stato perciò modificato l’art. 35 del d.P.R. 633/72 demandando l’attuazione a successivi provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Tali provvedimenti (prot. n. 2010/188376 e prot. n. 2010/188381) introducono in sostanza il principio secondo il quale per poter svolgere operazioni intracomunitarie (attive o passive) occorre essere inseriti in un elenco di soggetti appositamente autorizzati e pertanto, con riferimento agli enti non commerciali:
1. in caso di inizio attività (cioè quando si richiede la partita I.V.A.) si effettua la comunicazione barrando la casella C del quadro A del mod. AA7;
2. in caso di partita I.V.A. già attiva, qualora vi siano mod. intra o dichiarazioni I.V.A. presentate nel biennio precedente, non occorre alcuna istanza in quanto il soggetto è inserito d’ufficio nel sistema telematico;
3. in caso di partita I.V.A. già attiva, ma NON vi sono mod. intra o dichiarazioni I.V.A. presentate nei due anni precedenti, occorre presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate (su carta libera) in cui si manifesta la volontà di svolgere operazioni intracomunitarie.

Quest’ultimo è il caso per esempio dei soggetti che utilizzano il regime fiscale ex legge n. 398/91 per effetto del quale non vi è presentazione di dichiarazione I.V.A..

L’opzione esercitata all’inizio dell’attività, la presenza di “storia dichiarativa o intracomunitaria” documentata, o l’apposita comunicazione cartacea l’inserimento del soggetto nell’archivio dei soggetti autorizzati ad effettuare operazioni intracomunitarie. E tale autorizzazione vale tanto per le operazioni attive quanto per le passive.

In caso di esercizio di opzione, nei successivi 30 giorni, l’Agenzia delle Entrate effettua la valutazione del rischio del soggetto e, qualora emergano elementi di pericolosità (quali gravi inadempimenti relativi agli obblighi dichiarativi I.V.A. nei cinque anni precedenti, coinvolgimento in frodi fiscali) è emesso un provvedimento di diniego.
I controlli sui soggetti già inclusi nell’archivio dei soggetti autorizzati sono svolti nei sei mesi successivi e qualora emergano elementi di pericolosità, si emette un provvedimento di cancellazione.
Se in questo lasso di tempo non giungono provvedimenti di diniego il soggetto è legittimato ad effettuare operazioni intracomunitarie.
Se si riceve un provvedimento di cancellazione, il provvedimento produce effetti immediati dalla data di emissione.
I provvedimenti di diniego o di cancellazione sono impugnabili davanti le commissioni tributarie provinciali.

Al momento si può verificare se il soggetto è già compreso nell’archivio (e quindi non occorre fare nulla) consultando questa sezione del sito web dell’Agenzia delle Entrate.
Dalla fine di febbraio, la consultazione dell’archivio potrà avvenire solo attraverso il sistema Vies - VAT Information Exchange System