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2. VIES e Enti non profit

Alcuni casi (risolti) per le operazioni intracomunitarie

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Nel caso degli enti non commerciali che effettuano acquisti intracomunitari possiamo quindi avere queste situazioni:

a. l’ente effettua solo operazioni istituzionali, non ha perciò partita I.V.A.: in tal caso, se gli acquisti intracomunitari di beni non superano nel corso dell’anno la somma complessiva di 10.000,00 EUR allora non si deve fare nulla. Gli acquisti presso operatori residenti nella U.E. non sono considerati operazioni intracomunitari perché scontano l’I.V.A. nello Stato di origine. Si faccia attenzione che:
– si deve presentare il mod. INTRA-13 solo per gli acquisti di beni all’Agenzia delle Entrate prima dell’effettuazione dell’operazione. Non rilevano infatti gli acquisti di servizi intracomunitari;
– il limite di 10.000,00 fa decorrere obblighi diversi dallo stesso anno nel quale si supera tale limite;

b. l’ente effettua anche operazioni commerciali, ha la partita I.V.A., ma gli acquisti sono riferiti alla sua sfera istituzionale e NON superano il limite di 10.000,00 EUR/anno: in tal caso ci si comporta come nel caso a) precedente;

c. l’ente ha la partita I.V.A., non utilizza il regime ex legge 398/91 e gli acquisti intracomunitari sono riferiti all’area commerciale della propria attività: in tal caso le operazioni intracomunitarie devono essere liquidate come gli altri operatori I.V.A. e quindi attraverso il sistema che prevede l’integrazione (annotazione dell’imponibile, dell’I.V.A. applicata in Italia e del totale del documento) della fattura di acquisto del fornitore U.E. (annotazione dell’imponibile, dell’I.V.A. applicata in Italia e del totale del documento) e la sua doppia annotazione nei registri I.V.A. acquisti e fatture emesse. L’ente deve presentare i modelli INTRA-2 secondo la cadenza mensile o trimestrale prevista dalle norme in vigore;

d. l’ente si trova come nel caso c) ma utilizza il regime ex legge 398/91: in tal caso le fatture intracomunitarie sono trattate nello stesso modo e sono annotate nei registri I.V.A. acquisti e fatture emesse appositamente istituiti, non essendo previsto alcuno spazio in tal senso nel prospetto di cui al d.m. 11/02/1997. Tuttavia l’I.V.A. relativa dovrà essere versata integralmente in quanto non è ammessa I.V.A. in detrazione sugli acquisti. L’ente deve presentare i modelli INTRA-2 come nel caso c);

e. l’ente effettua operazioni intracomunitarie di acquisto riferite alla sfera istituzionale per importi superiori a 10.000,00 EUR: in tal caso occorre chiedere l’attribuzione della partita I.V.A. e istituire un apposito registro degli acquisti e un registro delle fatture emesse. Si provvede ad integrare le fatture intracomunitarie e alla loro doppia annotazione. La liquidazione dell’I.V.A. avviene con cadenza diversa rispetto a quella delle liquidazioni periodiche: l’I.V.A. infatti è versata attraverso il mod. F24 sul codice 6099 entro la fine del mese successivo a quello dell’acquisto. Entro la stessa data occorre presentare il mod. INTRA-12. L’ente deve presentare i modelli INTRA-2 come nel caso c);

f. l’ente effettua operazioni come nel caso e) così come pure acquisti destinati all’attività commerciale come nel caso c): si utilizzanno pertanto entrambe le procedure. Ciò significa che, per quanto riguarda l’attività commerciale, l’ente deve comportarsi come i normali soggetti passivi I.V.A.. Per l’attività istituzionale oltre all’integrazione della fattura U.E. e alla doppia annotazione sui registri, deve liquidare l’I.V.A. mensilmente con l’apposito codice, presentare il mod. INTRA-12 e presentare il modello INTRA-2 per tutte le operazioni effettuate. In situazioni come questa è preferibile adottare dei registri I.V.A. sezionali al fine di tenere opportunamente separati gli acquisti dell’area istituzionale rispetto a quelli dell’area commerciale.

La casistica qui sopra riportata è riferita alle operazioni intracomunitarie di acquisto perché sono quelle che (come si vede) necessitano di maggiore attenzione.

Per quanto concerne le operazioni di vendita di beni o di prestazione di servizi intracomunitari da parte di enti non commerciali, una volta ottenuto l’inserimento nel sistema VIES, le attenzioni da porre in essere circa gli adempimenti sono:
– la presentazione dei modelli INTRA-1 secondo la cadenza propria per le operazioni attive
– l’inclusione nel modello INTRA-1 delle operazioni svolte nei confronti di operatori residenti nella Repubblica di San Marino (che diversamente non andrebbero dichiarate)
– la presentazione della comunicazione delle operazioni con i Paesi inseriti nella black list

Circa la reale efficacia del sistema… vedremo nel futuro i risultati.