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Associazione culturale e evento

Domanda

Salve, ho una serie di dubbi: un’associazione culturale non profit che ha optato per il regime fiscale ex legge 398/91 vorrebbe organizzare un festival a livello nazionale. Mi trovo di fronte una serie di problematiche: - dal momento che l'evento è aperto per la maggior parte a terzi non associati, le attività a pagamento sono da considerarsi proventi commerciali e per questo assoggettate ad I.V.A. e a I.Re.S.? in questo caso valgono gli stessi limiti delle ass. sportive, nel senso che se il biglietto è inferiore a 12,91 euro l'iva è al 10%? - appunto riguardo a questo, se l'evento produrrà proventi commerciali in larga misura, non è rischioso farlo gestire dall'associazione? non potrebbe causare la perdita di ente commerciale per la prevalenza di tali proventi rispetto a quelli istituzionali? - si puo’ considerare altrimenti come una raccolta pubblica di fondi e quindi non considerarla operazione non commerciale? - altro dubbio: vengono organizzati dei concorsi letterari nell'ambito del festival. Le somme versate dai partecipanti per gareggiare al concorso, come possono essere inquadrate? esenti da iva ma commerciali? oppure sono soggetti ad I.V.A.? Come vede non riesco a venirne a capo. Forse sarebbe piu facile gestire un tale evento con una società commerciale.

Risposta

L’unico modo per poter rendere non commerciale l’operazione, è che la manifestazione sia organizzata al fine di raccogliere fondi in attuazione degli scopi associativi.

Facciamo però un passo indietro.

Per prima cosa l’associazione deve avere le caratteristiche previste dalle norme in tema di enti di tipo associativo (art. 148, comma 8, T.u.i.r.), poi deve trovare il modo di collegare l’operazione di raccolta fondi ai propri scopi associativi.
Perciò, a parere di chi scrive, l’organizzazione non può nascere con il fine di organizzare il festival e, allo stesso tempo, utilizzare questa manifestazione come raccolta fondi. Al massimo, all’interno della manifestazione, si può trovare il modo di organizzare una raccolta fondi per sostenere l’associazione. Per esempio si può organizzare una rivendita di gadget di modico valore i cui corrispettivi saranno considerati “decommercializzati”.

Per quanto riguarda l’applicazione dell’I.V.A. sui biglietti di ingresso, gli spettacoli sportivi con prezzo di ingresso fino a 12,91 EUR sono soggetti all’aliquota del 10%. Gli spettacoli teatrali di qualunque tipo, compresi opere liriche, balletto, prosa, operetta, commedia musicale, rivista; concerti vocali e strumentali; attività circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti.

La perdita di qualifica di ente non commerciale è effettivamente un problema peché non vi è una soluzione univoca, nel senso che anche se si seguono pedissequamente le indicazioni contenute nell’art. 111-bis T.u.i.r., l’ente rimane comunque potenzialmente scoperto nei confronti dell’azione accertatrice dell’Agenzia delle Entrate. Nel comma 2 dell’art. 111-bis T.u.i.r. infatti si usa l’infelice locuzione “si tiene conto anche dei seguenti parametri:...”

Questo significa che anche se c’è prevalenza dei ricavi istituzionali rispetto a quelli commerciali ma l’ammontare delle immobilizzazioni destinate all’attività commerciale è cospicuo, l’associazione può sempre perdere la qualifica di ente non commerciale.

Per spostare tali corrispettivi nell’ambito non commerciale, occorre che i concorrenti siano prima soci dell’associazione, ma il rapporto associativo non può essere temporaneo, cioè legato al solo periodo di durata della manifestazione e comunque ai soci deve essere garantita la partecipazione alla vita associativa (elettorato attivo e passivo).

Ritengo che le quote di iscrizione alla manifestazione siano da considerare ricavi di natura commerciale e, in quanto tali, soggetti ad I.V.A. (le operazioni esenti sono indicate nell’art. 10 d.P.R. 633/72) e ad imposte dirette.

Sulla questione della scelta tra un soggetto non profit e una società commerciale, francamente non saprei darle una risposta perché nella scelta tra le varie tipologie di soggetti, entrano in gioco anche altri fattori di scelta che non sono solo di natura fiscale.

pol*** - 15 anni e 6 mesi fa
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