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Associazione culturale e "redistribuzione degli utili"

Domanda

Con riferimento alle Associazioni culturali registrate (quelle con codice fiscale), ambito rievocazione storica/spettacolo, volevo sapere aquali circostanze può essere applicata la definizione di "ridistribuzione degli utili" e quindi il relativo divieto. Esemplifico: se partecipo ad una manifestazione "in trasferta", la spesa del pasto è redistribuzione o rimborso spese? se l'attività è un corso svolto in sede, il pasto dei soci può essere pagato con i fondi dell'associazione a titolo di rimborso spese? posso offrire un buffet ai soci con i soldi dell'associazione? Se nei registri contabili ci sono fatture del supermercato/alimentari per cifre attorno al centinaio di euro per volta, può considerarsi "redistribuzione" a chi ha fatto fisicamente la spesa? Le sarei grata se mi desse qualche indicazione su come muoversi o a cosa fare riferimento in relazione appunto alla possibilità dei soci di mangiare attraverso quanto raccolto con "erogazioni liberali" buona giornata Carla

Risposta

La ridistribuzione degli utili può essere di due tipi:

- la ridistribuzione diretta si ha quando, chiuso il bilancio annuale (o rendiconto che sia), si evidenzia un avanzo di gestione e questo viene suddiviso (pagato per intenderci) tra gli associati

- la ridistribuzione indiretta si ha quando, prima di chiudere il bilancio annuale, si provvede ad attribuire beni o servizi agli associati (o a loro familiari) oppure si pagano compensi agli associati tali che, per ammontare, questi sono esuberanti rispetto all’effettiva opera svolta dall’associato, sempreché nello statuto sia prevista la retribuzione dell’opera svolta dall’associato.
I costi degli acquisti presso i supermercati/alimentari sono legittimi purché i relativi all’attività dell’associazione. Per esempio se l’associazione svolge un’attività di assistenza a soggetti svantaggiati provvedendo alla preparazione di pacchi di alimentari da devolvere a titolo gratuito, è chiara la correlazione tra l’acquisto dei beni presso i supermercati e l’attività svolta. Ma potrebbe essere legittimo l’acquisto di beni da utilizzare in occasione di una cena sociale effettuata per raccogliere fondi.

Credo che sia legittimo l’acquisto di beni da parte dell’associazione da utilizzare per la preparazione dei pasti dei volontari in servizio per un turno particolarmente lungo.

carla - 12 anni e 10 mesi fa
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