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Associazioni culturali e fisco

Domanda

Salve, sono il Presidente di un Circolo Scacchi. Insegnamo nelle scuole elementari del quartiere e svolgiamo attività sociale due volte a settimana nel circolo. Attualmente siamo inquadrati come Associazione Culturale. Il CONI ha invitato tutti i circoli di scacchi a cambiare lo statuto in associazione sportiva dilettantistica. Inoltre dal prossimo anno vorremmo retribuire gli insegnanti che tengono i corsi nelle scuole e prevedere una retribuzione per gli organizzatori (siamo tre). Fiscalmente come ci dobbiamo comportare? Ci consiglia di aprire una Partita IVA? Alle scuole dobbiamo emettere una fattura? E quando raccogliamo le iscrizioni per i tornei dobbiamo emettere una qualche ricevuta? Vorremmo fare tutte le cose regolari. Grazie

Risposta

Restare inquadrati come “associazione culturale” non permette di accedere alle agevolazioni previste dalla legge 398/91 e successive modifiche (cfr. anche l’art. 90 della legge n. 282/2002) per le associazioni sportive dilettantistiche.

Per poter essere considerati come associazione sportiva dilettantistica occorre modificare (se del caso) il proprio statuto in modo che sia conforme a quello federale e quindi affiliarsi alla Federazione Scacchistica Italiana che, a sua volta, è riconosciuta dal CONI.

In qualità di associazione affiliata alla federazione sportiva di riferimento potrete così iscrivervi nel registro del CONI che è il “titolo” necessario per poter essere riconosciuti come associazione sportiva dilettantistica e quindi accedere allo speciale regime fiscale.

E’ appena il caso di ricordare che l’iscrizione al registro delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche tenuto dal CONI è annuale (perciò ogni anno va ripetuta) e senza tale iscrizione non è possibile utilizzare le speciali norme fiscali previste per tali associazioni.

Inoltre l’affiliazione alla federazione permette di estendere il beneficio della non imponibilità delle quote di iscrizione ai tornei, purché a questi partecipino soggetti tesserati alla federazione.

In altre parole se voi organizzate un torneo in quanto affiliati (cioè associati) alla Federazione Scacchistica Italiana, potrete riscuotere le quote da tesserati di altre associazioni scacchistiche in regime di non applicazione dell’I.V.A. e di esenzione dalle imposte sui redditi.

I giocatori tesserati sia con la vostra associazione che con le altre si considerano, per una sorta di proprietà “transitiva”, associati ad un unico organismo unitario, cioè la Federazione.

Le quote di iscrizione ai tornei sono certificate mediante il rilascio di semplici ricevute che servono sostanzialmente per un vostro controllo interno.

La partita I.V.A. è necessaria solo se svolgete operazioni commerciali come la raccolta di sponsorizzazioni o anche quote di iscrizione da non tesserati alla Federazione.

Per quanto concerne i compensi ai maestri e agli organizzatori (ma potrebbero essere retribuiti nello stesso modo anche i vostri giocatori), proprio in virtù dell’iscrizione al registro del CONI, esiste uno speciale regime che prevede questa tassazione:

– i redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche sono considerati nella categoria redditi diversi;

– fino a 7.500 euro l’anno non si applica alcuna tassazione;

– da 7.500 a 28.158,28 euro si applica una ritenuta a titolo di imposta (questi redditi perciò non vanno dichiarati e non si cumulano agli altri) pari all’aliquota corrispondente al primo scaglione I.R.Pe.F. (attualmente il 23%) e maggiorata delle addizionali locali. La ritenuta colpisce perciò un reddito di 20.658,28 euro perché i primi 7.500 euro sono una franchigia;

– la parte eccedente i 28.158,28 euro si cumula agli altri redditi posseduti dallo sportivo e quindi deve essere dichiarata.

L’associazione che eroga questi compensi è però obbligata a rilasciare agli sportivi una certificazione dei compensi ricevuti e a indicarne i nominativi e gli importi pagati nel modello 770, anche se su tali compensi non sono state effettuate ritenute.

Vi sono poi altre agevolazioni quali la possibilità di ottenere la detrazione di imposta del 19% per le erogazioni liberali (donazioni) effettuate a favore delle associazioni sportive dilettantistiche per un importo massimo di 1.500 euro.

Saluti

cir*** - 16 anni e 2 mesi fa
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