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Chiarimenti pratici sulla differenza fra associazioni riconosciute e non riconosciute

Domanda

Innanzitutto la ringrazio per il servizio offerto, lo ritengo molto utile e di qualità. Nello specifico vorrei approfondire alcune tematiche relative alla differenza fra associazioni riconosciute (C.C. 14-35) e non riconosciute (C.C. 36-42): 1) le associazioni di promozione sociale, riconosciute per esempio a livello regionale, devono essere considerate associazioni riconosciute secondo la definizione del C.C. 14-35, o il riconoscimento di cui si parla nel C.C. è un'altra cosa? 2) se l'associazione è non riconosciuta, può essere richiesto che vengano seguite alcune norme come per esempio la 2369 relativa alla seconda convocazione dell'Assemblea (per esempio alla parte "Questa non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima") o per esempio la 2373 relativa al Conflitto d’interessi ("Gli amministratori non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilità", per esempio sul bilancio)? Questo vale solo se nello Statuto non si esprime su queste situazioni o anche se lo statuto le regolamenta, magari in modo diverso o addirittura in contrasto con quanto scritto nel C.C.? 3) per le associazioni non riconosciute, vale la possibilità di annullamento e sospensione delle deliberazioni (C.C. 23)? Se sì, come deve agire un socio (a chi si deve rivolgere?) e che tipo di responsabilità hanno eventualmente gli amministratori che hanno deliberato? 4) per le associazioni non riconosciute è possibile modificare lo statuto (seguendo le indicazioni dello stesso) cambiando le condizioni per la modifica dello statuto o per lo scioglimento dell'associazione con quorum e maggioranze minori rispetto a quanto stabilisce il C.C.? Cordiali saluti, Alberto

Risposta

Quesito n. 1 – riconoscimento delle a.p.s.
Per associazione riconosciuta o non riconosciuta si intende l’associazione che ha conseguito il “riconoscimento della personalità giuridica” ai sensi e per gli effetti del d.P.R. 361/2000.
Per le a.p.s. (e in modo quasi similare per le associazioni di volontariato ex legge 266/91) sono stati istituiti dei registri provinciali / regionali / nazionali che nulla hanno a che vedere con le norme di cui agli artt. 14/35 del codice civile.
Le norme che regolano i registri delle a.p.s. sono infatti relative ad una serie di agevolazioni, fiscali e non, che si possono ottenere esclusivamente se l’associazione in questione ha dimostrato di avere le caratteristiche di a.p.s. e per questo è stata iscritta nell’apposito registro.
Le norme che invece riguardano il riconoscimento della personalità giuridica riguardano la responsabilità patrimoniale dell’associazione, un concetto che è ben diverso dal precedente.

Quesito n. 2 – questioni relative agli artt. 2369 e 2373 cod.civ.
Le norme che regolano le associazioni riconosciute (quindi con personalità giuridica) sono contenute negli artt. 14/35 cod.civ. . L’art. 36 regola le associazioni non riconosciute e vi si dice che: L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati.
Ciò significa che gli associati sono liberi di stabilire le regole interne dell’associazione.
Ritengo che il contenuto dell’art. 2369 cod.civ. e il 2373 cod.civ. abbiano carattere generale e quindi non solo relativo alle società commerciali. Il nostro codice civile è un po’ parco nel disporre norme su questi temi perché è nato in un periodo in cui di associazioni se ne costituivano poche.
Circa il contrasto con il codice civile, se una norma statutaria è contraria alla legge, all’ordine pubblico o al buoncostume (è un principio generale) si considera nulla.

Quesito n. 3 – annullamento delibere
Ritengo applicabile l’art. 23 cod.civ. e quindi il socio può chiedere la sospensione o l’annullamento di una delibera con istanza rivolta al presidente del tribunale in cui ha sede l’associazione (attenzione ai costi perché a volte le spese di giustizia possono incidere sulle decisioni) e se ci sono atti aventi rilevanza penale potrebbe esserne interessato anche il pubblico ministero.
In linea generale se gli amministratori con il loro comportamento hanno provocato un danno patrimoniale all’associazione e/o ai soci rispondono con il proprio patrimonio personale. Occorrerà in tal caso promuovere un’azione di responsabilità nei confronti del/degli amministratore/i che hanno dato corso alla delibera “incriminata” (cfr. art. 22 cod.civ.)

Quesito n. 4 – variazioni statutarie
Nelle associazioni non riconosciute le variazioni statutarie possono essere effettuate seguendo sempre quanto è indicato nello statuto. Questo perché vale quanto indicato nell’art. 36 cod.civ. che, lasciando liberi gli associati di regolare i propri rapporti come meglio credono, ha inteso tenere fuori tali associazioni dalle norme indicate nell’art. 21 cod.civ.

Alberto - 11 anni e 7 mesi fa
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