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Compenso agli associati

Domanda

Buongiorno, Sono presidente di un'associazione no profit che si interessa di organizzare attività ricreative rivolte ai ragazzi e bambini di varie fasce di età, i progetti dell'associazione sono sempre stati finanziati dal Comune di residenza e solitamente non si sono mai registrati avanzi di gestione. Recentemente l'associazione è stata contattata da alcuni istituti scolastici per svolgere attività di danzaterapia ed io sono la persona specializzata in questo settore. La suddetta attività non è prevista dallo statuto quindi credo che possa configurarsi come attività commerciale, quindi l'associazione dovrà aprire una p.iva e gestire separatamente quella che è l'attività no profit da quella commerciale pagando poi le dovute imposte. La mia domanda è questa: posso io percepire una retribuzione per il lavoro (attività commerciale) che andrò a svolgere per l'associazione? Preciso che nello statuto è proibito erogare compensi agli associati sotto qualsiasi forma, ma a mio modesto avviso credo che se questo sia riferito solo alla parte no profit, credo che se l'associazione andrà a svolgere attività commerciale sia giusto che chi vi lavora percepisca un compenso. Anticipatamente ringrazio

Risposta

La questione va risolta per prima cosa al vostro interno, prendendo in serio esame la possibilità di retribuire gli operatori.
Perciò occorre verificare se l’associazione è un’associazione di volontariato costituita ex legge 266/91 e se è iscritta in qualche registro previsto dalla stessa legge.
Se NON siete un’associazione di volontariato, allora potete modificare lo statuto e in particolare la norma che prevede che le prestazioni rese dagli associati devono essere a titolo gratuito.
Sulla questione se sia giusto o meno retribuire chi lavora non posso esprimermi in quanto sono i soci che decidono liberamente se l’attività prestata a favore dell’associazione possa essere retribuita o meno.
Chiedendo scusa per la franchezza, posso dirle che se le norme statutarie non piacciono, o si cambiano oppure si migra verso un’altra associazione.

Risolto questo passaggio, passiamo alle prestazioni rese nei confronti delle scuole.
L’attività è certamente di natura commerciale e quindi occorre aprire la partita I.V.A..
Tuttavia devo segnalare che:
le prestazioni rese dall’associazione a favore di una scuola pubblica sono considerate esenti da I.V.A. ex art. 10, n. 20, d.P.R. 633/72 e possono essere fatte rientrare nell’ambito di una convenzione stipulata tra l’associazione e la scuola.
Se la scuola non è pubblica allora le prestazioni sono soggette ad I.V.A. a meno che l’associazione ottenga il riconoscimento di ente formatore da parte del MIUR.

sandra - 11 anni e 9 mesi fa
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