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I soci dell'associazione

Domanda

Vorrei con degli amici fondare un'associazione per la promozione di eventi in difesa della dignità della donna ma sono preoccupata per il futuro, perciò vorrei sapere se è obbligatorio accettare la richiesta di iscrizione di altri soci o se possiamo tranquillamente rimanere "per sempre" il gruppo iniziale. grazie mille

Risposta

La domanda è molto profonda. E allora è il caso di stemperare il clima utilizzando una battuta (credo) di Woody Allen: “siete preoccupati del futuro? tranquilli se la caverà benissimo anche senza di noi”. Il personaggio in questione ha un rapporto probabilmente controverso con le donne e forse non si addice allo spirito che anima la vostra iniziativa, ma la battuta credo che sia molto azzeccata.
Detto ciò torniamo al campo associativo.
E’ veramente difficile poter rispondere perché non c’è una ricetta univoca sul tema: ci sono molti fattori da tenere presente.
Uno dei fondamentali è quello di avere pochi ma ben definiti obiettivi da raggiungere.
Il secondo ma non per importanza è quello di avere all’interno dell’associazione delle figure che potremmo definire “carismatiche” capaci di compattare attorno a se il consenso per raggiungere degli scopi comuni.
Il terzo è quello di avere all’interno dell’associazione persone che abbiano le capacità che io definisco da “rullo compressore” dal punto di vista esecutivo.
Obiettivi, teste pensanti e rulli compressori possono dar vita ad un’associazione di persone che in poco tempo possono raggiungere risultati ritenuti impensabili.
Per i primi tempi quindi credo che occorra tenere abbastanza ristretto il cerchio dei soci perché questi designano il consiglio direttivo che deve avere all’interno le due figure di cui dicevo poc’anzi (teste pensanti e rulli compressori).
Questo almeno per i primi tempi. E’ infatti importante che l’associazione sia condotta da un gruppo di persone che riescano a costruire un’identità forte e che, al momento opportuno, sappiano creare un giusto ricambio all’interno dell’associazione stessa.
La questione credo che investa più che le conoscenze di un commercialista (come me), quelle proprie delle “dinamiche dei gruppi” che io conosco in modo estremamente superficiale.
Il parere che le ho espresso ora è perciò quanto nella mia pratica professionale ho avuto modo di annotare.

Lucy - 11 anni e 8 mesi fa
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