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Patchwork: LOG CABIN

La capanna di tronchi più conosciuta nel mondo (delle quilters) ;-)

“Nine patch” “Virginia star” “Tea leaf” “Bear’s paw” … navigando tra siti e sfogliando riviste di patchwork ho incontrato spesso termini come questi, avvilita e frustrata da un inglese scolastico li ho fuggiti trovando nel Log Cabin un caro vecchio amico, un porto franco in cui rifugiarmi, l’unico che riconoscevo essere una particolare disposizione delle toppe. Gli altri erano, per me, tecniche misteriose e difficilmente riuscivo a ricordarne i nomi.
Con un po’ di esperienza ma, soprattutto grazie ai libri sul patchwork che hanno pian piano trovato posto nella mia libreria, ho appreso che quei nomi strani, a volte buffi e curiosi, stavano ad indicare alcuni tra i più classici e tradizionali blocchi patchwork. Bear’s paw = zampa d’orso
Tea leaf = foglia del tè
Nine patch = nove toppe e così via.

Tradurre i termini e cercare di ritrovare in quella disposizione delle “toppe” l’immagine che ricordavano è diventato un gioco simpatico. Naturalmente non tutti i nomi sono dettati da un intento descrittivo, alcuni sono “poetici” o “biblici”, altri sono semplicemente nati dal luogo di provenienza di quel tipo di lavorazione. Fra tutti mi ha affascinato la storia legata al Log Cabin, per questo ve la racconterò :-)

Un Log Cabin è un quadrato, costituito da un quadratino centrale intorno al quale sono disposte strisce di tessuto rettangolari di vari colori e fantasie, chiare e scure. Tutto “normale” fin qui, un gioco di incastri, di semplici figure geometriche, quanto di più freddo possa esserci :- … ma non è così…
Log Cabin significa letteralmente “capanna di tronchi”, un motivo ispirato ai primi pionieri americani… le strisce di tessuto sono i tronchi di legno, con cui i primi coloni costruirono le loro capanne e per riscaldarle un fuoco centrale. Il centro della casa, il fuoco rosso, il centro del blocco, un piccolo quadratino rosso (è il colore che ha nei Log Cabin di più classica e antica tradizione)… ma, il fuoco illumina una parte della capanna e lascia in ombra quella opposta, nel Log Cabin le strisce rettangolari sono chiare (le parti illuminate della capanna) e scure (le zone in ombra)… ed erano solo un quadratino e vari rettangoli messi insieme :-)

Per saperne di più: Lascio la parola alle vere esperte… vi segnalo il sito di Valeria Fusetti dove troverete degli articoli sulla storia del patchwork; una pagina del sito Giusy’s Patchwork & Quilting che vi dà indicazioni pratiche su come fare un Log Cabin, le pagine di IHF dedicate al patchwork e un sito in inglese dove mi ha colpito l’immagine di un patchwork fatto da blocchi di Log Cabin con un simpatico cottage applicato sopra.

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