La tecnica ad ago di cui parliamo questa settimana prende il nome da un fiordo norvegese, Hardanger, dove si trova un museo dedicato a questo tipo di ricamo. Sfilature del tessuto e punti tagliati, arricchiti poi da altri punti tra cui il punto festone, il punto quadro, il punto piatto ecc. ecco cosa c’è alla base di questo ricamo, molto semplice, a detta di chi lo pratica.
Una tecnica a fili contati come il punto croce, cui spesso si accompagna nel creare piccoli veri capolavori
l’hardanger disegna e delimita gli spazi che poi il punto croce riempirà facendoli risaltare con colori e sfumature;
il classico hardanger è, infatti, quello tono su tono, bianco su bianco, ma oggi i colori sono esplosi anche in questa tecnica con ottimi risultati e splendidi effetti.
Vi ho incuriosito? O eravate già rapite dalle affascinanti potenzialità di una tecnica basata sulla “rigida” e “fredda” geometria?
A fondo pagina trovate alcuni siti con scuole e storia, purtroppo tutti stranieri :-( ma per fortuna con chiare immagini :-) e nell’archivio tanti link con progetti gratuiti :-) da cui potrete partire per una navigazione tra le tradizioni del grande Nord ;-)

Agnese








