La grande diffusione delle indiane rese ben presto necessaria
una regolamentazione, Colbert emanò un editto nel 1671 con cui
si stabilì una prima classificazione delle tele in base alla
dimensione e alla qualità di stampa, solo nel 1760 le tele
porteranno informazioni specifiche sulla fabbrica di origine.
In Provenza sorgono diverse fabbriche di tele che prenderanno
il nome di “indiennes provençales“,
ma i produttori di lana e seta danneggiati dai nuovi prodotti
fanno pressione sul Consiglio di Stato e nel 1686 il ministro
Louvois vieta l’importazione e la fabbricazione delle indiane.
Inizia un periodo di proibizione che dura 73 anni e prende il
nome di guerra delle indiennes. Marsiglia, porto
franco dal 1669, è l’unica città dove può
continuare la produzione, l’importazione e il commercio delle
tele. Il divieto nelle altre città francesi è forte e duro,
migliaia di metri di stoffe sono sequestrati e bruciati, ma
nobili e popolani riescono a procurarsi ugualmente le tele al
mercato nero.
Nel 1720 una terribile epidemia di peste colpisce Marsiglia
e le città vicine, in seguito torna la libertà.
In tutte le maggiori città della Provenza sorgono fabbriche di indiennes,
nonostante la mancanza di manodopera specializzata.

Agnese









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