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Il tombolo di Pescocostanzo

Due le ipotesi sull'origine delle trine pescolane.

L’origine del merletto a tombolo di Pescocostanzo è dibattuta, una prima ipotesi più certa e documentata afferma che questa lavorazione deriva da quella di Modano e di Cantù, la seconda ipotesi invece si fonda sul confronto tra attività artigianali diffuse a Venezia e analoghe attività esistenti a Pescocostanzo, legando l’origine delle trine pescolane al merletto veneziano. Tra Venezia e L’Aquila esistevano rapporti commerciali, non è quindi escluso che ci siano state influenze. A Pescocostanzo, per esempio, era diffusa la lavorazione del ferro battuto e della filigrana (alcuni motivi a tombolo sembrano ispirarsi a questa e viceversa). Nel museo ci sono anche testimonianze di queste attività artigianali, ancora nel comune ci sono opere pittoriche di scuola veneziana. Tuttavia resta più probabile la prima ipotesi che fa risalire l’origine del tombolo pescolano agli insegnamenti delle donne dei mastri-muratori lombardi arrivati nel comune per avviarne la ricostruzione dopo il terribile terremoto del 1456.

In seguito nel XVIII secolo, secondo quanto riportato dalle mie fonti, una famiglia di artigiani pescolani trasferitasi a L’Aquila diffuse la lavorazione del tombolo, che in seguito si differenziò da quello pescolano originario.

Le trine di Pescocostanzo si diffusero e furono apprezzate in Italia e all’estero a partire dagli inizi del ‘900 ad opera di un colto prelato del posto, Domenico D’Eramo.

Nel 1982 il comune di Pescocostanzo con il Centro Servizi Culturali della regione Abruzzo curò una mostra sugli antichi merletti pescolani con una ricerca sulle origini del tombolo.

Oggi la diffusione e il compito di tramandare questo tipo di lavorazione alle nuove generazioni è affidato alla scuola comunale, Scuola di merletto a tombolo del comune di Pescocostanzo.

Nella brochure corredata da immagini di lavori preziosi, ci sono i motivi del passato e le “scede”, motivi più semplici che costituiscono l’alfabeto della merlettaia, si parte dalle più semplici con una o due coppie di fuselli per aumentare man mano la difficoltà fino ai motivi più complessi da trenta coppie e più, i nomi dialettali derivano dal modo di lavorazione, si ispirano al motivo raffigurato, o hanno un origine fantasiosa (pinti pinti, cappiette, crucette, la giara e la frasca, la pupuatta etc.) Le trine di Pescocostanzo hanno due metodi di lavorazione ”rinascimentale”, con ampie volute e motivi floreali, ”punto antico” con la ripetizione di motivi propri della tradizione come: la giara, l’aquila, la rosa, i pesci etc.

Questa antica tradizione rivive oggi grazie alla scuola comunale di merletto che organizza corsi per le bambine, e per gli adulti (soprattutto nel periodo estivo), le maestre merlettaie ”riscoprono” i motivi del passato le sequenze dei passaggi, ridisegnano e riadattano i disegni di un tempo al nuovo gusto.
Nelle sale del museo è possibile ammirare i lavori creati sui modelli antichi, i lavori antichi, un prezioso catalogo di motivi del primo ‘900 (l’immagine in alto), una collezione di fuselli italiani e stranieri, le varie scede codificate, e possibile acquistare anche alcuni lavori, fuselli e naturalmente i disegni tratti da quelli dai lavori antichi.

La scuola organizza corsi estivi a vari livelli per informazioni:
Municipio di Pescocostanzo tel.0864 – 641418
Scuola di Merletto a Tombolo del Comune di Pescocostanzo,
Palazzo Fanzago piazza Municipio; 67033 Pescocostanzo (AQ)
tel 0864 – 640003, 640004
fax 0864 - 640005

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