La Grafica nel Ricamo II

Appunti sull’intervento tenuto da Liliana Babbi Cappelletti in occasione della “Giornata Nazionale del Punto Croce”, 16 marzo 2002.

Il mondo del disegno e del ricamo sono legati alla sacralità, agli inizi i ricami erano solo per reali e sacerdoti, in seguito il ricamo diventa una forma espressiva per la religione.
Nel Medioevo il popolo analfabeta era però in grado di comprendere le figure, i disegni e quindi attraverso il ricamo (come attraverso la pittura) si potevano raccontare storie del Nuovo e del Vecchio Testamento, le vite dei santi etc.
Un’altra categoria che si è servita molto in passato del ricamo è quella del mondo militare.
Nel passato si faceva uso di figurazioni che potessero intimidire il nemico o che distinguessero i vari corpi militari.
Oggi i vari corpi e gradi militari hanno i loro simboli realizzati a macchina, ma in un recente passato esistevano veri e propri laboratori che realizzavano a mano le diverse mostrine militari.
In epoca antica erano i sacerdoti ad occuparsi di ricamo, in seguito passa in mani laiche e si formano le corporazioni di artisti e artigiani.
Nell’antica Roma i ricamatori venivano dall’Oriente e si distinguevano in “plumari”, perché disegnavano e ricamavano piume, e “frigiones”, perché disegnavano e ricamavano “fregi”, un tipo di ricamo importato a Roma dai Frigi, popolo proveniente dalla Frigia.

Nella sua corte, a Palermo, dove si risente moltissimo dell’influenza mussulmana, Federico II dà origine al cosiddetto “Tirazz”, dove gli artisti contribuivano tutti insieme a creare delle opere, c’è chi tesse la tela, chi disegna, chi ricama etc.
Queste maestranze furono richiestissime e richiamate da tutte le altre corti, diffondendo nella cultura occidentale elementi di cultura araba.
È dalla cultura araba che giungono a noi disegni e ricami. I Crociati stessi avevano contribuito a questa diffusione.
I disegni che ci provengono dal mondo arabo, erano a loro volta stati importanti dal mondo orientale.
La lingua araba presente in alcuni disegni e ricami viene semplificata e diventa essa stessa ornamento, così come alcuni simboli e figure si trasformano, il fior di loto ad esempio diventa il fiore del cardo, il melograno diventa la quercia con la ghianda etc i simboli di quella cultura si adattano a quella che è la cultura e la simbologia occidentale, il ricamo da orientale perde quelle influenze, o le trasforma, e diventa occidentale.

Nel 1400 – 1500 il ricamo è riconosciuto come vera e propria forma artistica, si formano corporazioni di ricamatori “uomini” che sono sia disegnatori che ricamatori, artisti dell’ago.
Usano l’ago come se fosse un pennello e al pari dei pittori utilizzano cartoni molto specifici che insieme a punti come il punto raso, il punto stuoia (un tempo detto punto figura) ottengono effetti del tutto simili a dipinti, basta pensare che per le opere più importanti, opere sacre per la Chiesa ad esempio, vengono chiamati i grandi pittori, come Pollaiolo, Botticelli, Giotto.
I ricamatori sono uomini, le donne ricamano solo in casa e a farlo sono esclusivamente le donne nobili e colte, tranne i casi di donne che aiutavano i propri padri o mariti nella bottega, ma anche in quel caso ad essere tramandato è sempre il nome dell’uomo.
Il convento è l’unico posto dove le donne potevano esprimersi artisticamente, molte opere non firmate del Medioevo sono da attribuirsi a donne e non solo per quanto riguarda il ricamo ma anche le incisioni e l’oreficeria.

>>

Save n'Keep

Bookmark condivisi e privati.

Con Save n' Keep ora è possibile!

Le categorie della guida