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Porta candele in tela magica

Vi presento 5 schemi diversi per realizzare dei portacandele ricamati a punto croce. La tela che ho usato è un prodotto particolare si chiama "tela magica", ha la particolarità di essere molto rigida e se bagnata con acqua, una volta asciutta conserva la forma impressa. Questi progetti sono stati realizzati per la rivista Creare Mondadori.

Occorrente

matassine moulinè nei colori desiderati, nel progetto sono stati utilizzati i colori metallizzati, l’uso del moulinè nei colori solidi renderà il lavoro più semplice.
2,5 fogli di tela magica formato A4,
aghi, ditale e forbici
il punto croce e il punto scritto sono stati eseguiti lavorando a 4 capi con il mouliné metallizzato argento, ad eccezione del primo cilindro (cristalli di neve) e del primo parallelepipedo (cristallo 1) in cui ho utilizzato 2 fili di mouliné metallizzato. In totale ho utilizzato un 5,5 matassine per realizzare i 5 portacandele. L’alternativa è quella di usare un filato più doppio o una tela più fitta in modo da usare meno filo!

 

Alcune cose che ho notato nel preparare i portacandele:

-         ho notato che lasciare la cimosa può essere utile, il risultato a fine lavoro mi piaceva molto sembrava un bordino J, per ottimizzare il taglio del materiale non l’ho fatto per tutti i portacandele ma solo per i parallelepipedi.

 

-         Sempre per ottimizzare i tagli della tela ho preferito non tagliare l’intera sagoma del parallelepipedo e del cilindro così come si fa per costruirli in cartoncino, ho tagliato a parte le basi e poi le ho incollate al resto con della colla a caldo.

 

-         Per i cilindri è bene metterli un po’ in forma, per cui ho tagliato e ricamato la striscia, l’ho bagnata con acqua (basta anche vaporizzarne un po’ su) e poi con degli spilli l’ho fermata intorno al cilindro delle patatine per i due più piccoli J e dei Cotton Fioc  per quello delle stelle. Una volta asciutti è stato semplice incollarli.

 

-         Mentre si ricama è bene utilizzare la tela come se fosse a telaio e non forzare troppo (anche perché è dura) per far passare l’ago in più di un buchino per volta (come si ricama in genere quando si ha il lavoro in mano), meglio usare un ditale nel fare il punto scritto.

 

-         Ho preferito fermare e affrancare sempre il filo sul rovescio del lavoro perché non verrà visto.

 

-         Prima di tagliare la striscia da ricamare ho sempre contato i quadretti che mi erano necessari per il motivo che avevo stabilito di fare, per cui le misure in cm sono puramente indicative, meglio fare riferimento a quelle in quadretti relative ai vari motivi.

 

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Scotch





Fig.1

Il mouliné metallizzato è un filato un po’ “antipatico” e si rovina facilmente, meglio gugliate non lunghissime, ho trovato comodo una volta iniziato il lavoro fermare i capi liberi del filo (che sono quelli che si rovinano maggiormente nel lavorare) con un piccolo pezzo di scotch tale da poter passare nei buchini della tela durante la lavorazione. Lo scotch va tagliato prima di affrancare il filo. In questo modo si è rovinata solo l’ultima parte del filo.

 

 

 

 

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