L'abito "musica" di Maria Bissacco Cociani

Nell'autunno 2006 si è tenuta a Sansepolcro la biennale del merletto, in quell'occasione un lavoro di Maria Bissacco Cociani, l'abito "musica", appositamente preparato per la mostra, è stato "dirottato" dagli organizzatori e iscritto al concorso. Contravvenendo in ciò a quanto l'autrice aveva chiesto, compilando i moduli di partecipazione. Alle richieste di rettifica pubblica della signora Bissacco Cociani non c'è stato seguito, se non in privato. Questo l'antefatto per comprendere a pieno le parole di Maria. La sua bella lettera, ricevuta in occasione degli auguri di inizio anno, è una dichiarazione di amore per il merletto. Può chiarire e spiegare lo stato d'animo di chi infonde tanta passione e dedizione in queste arti, e quanto sia duro scontrarsi con l'insensibilità di organizzatori, amministrazioni, con l'assenza di etica e rispetto per gli altri che caratterizza i nostri anni. Credo che molte ricamatrici e merlettaie si ritroveranno nelle sue parole e nei suoi sentimenti, come Maria, nonostante le difficoltà andiamo avanti e siamo orgogliose di dire "Viva i merletti" (cit. Despyna Koutsika) e "…meno male che c'è il ricamo" (cit. Film "Le ricamatrici" Francia 2005)

Care amiche, auguri di Buon Anno a tutte.
Soprattutto chi ho disturbato con la mia richiesta di aiuto per l’abito “musica” e, a scusante delle mie richieste, volevo ancora dirvi alcuni pensieri, senza voler convertirvi alle mie idee.
I merletti che noi eseguiamo, belli o meno che siano sono parte della nostra vita. Dedichiamo loro tempo e creatività e la maggioranza di noi non ci guadagna nulla.
In alcuni, casi come nel mio si deve aggiungere anche il costo dei materiali ed essendo abbigliamento e gioielli sarebbero tessuti, fodere filati perle, oro, argento, ecc.
Noi tutte dobbiamo essere sicure che il nostro ” lavoro” meraviglioso o amatoriale venga rispettato in ugual maniera.
Lo mandiamo con fiducia dopo aver letto i regolamenti a esposizioni o concorsi a seconda delle nostre scelte.
Dobbiamo avere la certezza che esso verrà trattato con rispetto e che le norme, tempi, regole stampate verranno applicati alla lettera. Che senso avrebbe pubblicare norme per concorsi o esposizioni se non le si applica?
Poi se accade qualche “errore“, e so bene che lavorando ne possono succedere, mi aspetto un rimedio.
A tutto si può rimediare se c’è la volontà.
Per questo lotto e protesto come posso, e non facendo parte di nessuna associazione o gruppo mi è molto più difficile.
Lotto perché il lavoro,qualunque esso sia, non solo il mio, venga rispettato.
Ecco, forse rispetto manca, tutto al giorno d’oggi è lecito, accettato, capito. C’è un grande fervore creativo- caotico. Copiare un disegno, presentare un lavoro copiato è quasi normale, non ci scandalizza più. Si modifica un motivo, si scarica da internet e via. Lavoro eseguito con cura? Sarà bello, degno di essere esposto o solo piacere personale? Si valuteranno assieme centri, accessori,opere uscite da laboratori, da Istituti (perciò lavoro di gruppo), lavori a tecniche differenti, ricami, feltri o nel caso mio sartoriali? Tutti assieme, allo stesso livello?
Affascinati e presi dalla tecnologia si dimentica il fattore umano.
In questa situazione dove tutto viene accettato, capirete che è difficile protestare, non usa più, anzi disturba, al massimo si fa un po’ di gossip.
Se poi ci si mettono pure quelli che hanno e fanno cultura, possibilità nel gestire manifestazioni, allora, amiche mie non ci stò. Già ho avuto modo di protestare per manifestazioni dove in barba ai regolamenti c’era di tutto e di più.
Se poi “altri” decidono arbitrariamente la presenza di un lavoro, da una parte o dall’altra, non tenendo conto degli accordi precedenti, delle regole, non si hanno più certezze. Se noi tutte quando vediamo qualcosa che non ci è chiaro stiamo zitte, mai otterremo qualcosa, dobbiamo far rispettare i nostri lavori, le nostre idee, e se siamo rispettose esigere rispetto.
Non lotta cattiva per il piacere di creare problemi a chi lavora, ma esigere serietà sì!
Perciò sono io che non desidero mettermi in competizione e preferisco esporre, se me lo chiedono, oppure continuare tranquillamente per mio conto. Non lo faccio per presunzione, pur essendo abiti molto semplici sono a “supporto“, spero gradevole, del merletto, e credo sarei irrispettosa verso le altre che non hanno acquisito le mie conoscenze sartoriali.
Io ho idee molto “personali” diciamo che possono essere bizzarre, su concorsi esposizioni, non lo nascondo ed è perciò che lo dico subito e a scanso di equivoci lo metto pure per iscritto affinché tutto sia chiaro e non sorgano problemi, ma in questo caso non ha funzionato.
Vedete per eseguire l’abito della musica, ad esempio, ci sono voluti metri e metri di tessuto, l’ho progettato, tagliato, confezionato, disegnato il merletto, eseguito il tutto con un lavoro di più tre mesi, ditemi perché non dovevo chiedere chiarezza e rispetto, in quella stoffa e i quei fili c’è una parte della mia vita.
E’ costato un capitale in tessuto, tempo, foto, allestimento, noleggio manichini, ecc… Abito che mai avrei eseguito per concorso e spese che perciò non avrei sostenuto. Ho buttato soldi, tolti alla mia famiglia, e tempo, per trovarmi nella situazione opposta al mio desiderio, (ossia solo esposizione) per trovarmi ancora a lottare, contro una scelta arbitraria contro i miei principi e dovuto chiedere a voi aiuto per fare chiarezza.
Immagino vi sia difficile capire il mio accanimento per voler essere trattata con rispetto, io e il mio lavoro, ma sono fatta così, all’antica. Se mantengo parola, se sono rispettosa delle regole, mi aspetto uguale comportamento.
Sono disposta a capire gli errori, aspettare rimedi, (scuse?…non si usa più) ma qua, a quanto pare, errori non ci sono stati….
Qualcuna mi ha consigliato di non preoccuparmi in quanto nessuno legge i cataloghi. Non sono di questa opinione, da noi si dice “carta canta”. Ma lasciando perdere la “carta” rimane il fatto che non è stato tenuto in nessun conto il regolamento, i nostri accordi scritti….e in fondo, è vero, non occorreva un errata corrige in quanto la foto è stata messa volontariamente come opera a concorso per “fare cosa gradita a me“! (”Attestazione” ricevuta per mail!)
Per quale motivo poi? Chi sà quale lavoro avrei eseguito per il concorso? E le altre merlettaie hanno ricevuto pure loro questo omaggio? Sarebbe bastato un mazzo di fiori, per “gratificarmi” non vi pare?
E’ vero non ho gradito, né capito la cortesia per aver messo, contro la mia volontà scritta e concordata, un lavoro a concorso che comunque mi rimarrà per sempre come una “buca” in quanto nulla ha vinto e che cavallerescamente è stato “bruciato“.
Purtroppo non avrò più la possibilità di dire a tutti la verità, è passato troppo tempo nell’assoluto silenzio.
Mi sono stancata di aspettare qualche rimedio, precisazione seria, penso educatamente dovutami, e qualcosa si poteva fare all’inizio. Per prima cosa un foglietto nei cataloghi, poi quale riga in rete, sulla carta stampata……e sarebbe finita lì. Invece silenzio.
Ora è troppo tardi per tutto.
Ho pensato, scritto, sofferto e atteso per 53 giorni , per sentirmi chiedere ancora cosa…. desiderassi! Ma scherziamo, possibile che una persona che cura da 24 anni una manifestazione del genere non conosca il significato della parole Concorso ed Esposizione, sarebbe tragico, oppure è un insulto all’intelligenza.
Ricordiamo pure che questo capace signore maneggia danaro di noi tutti contribuenti ricevendo il Patrocinio e pure quelli dei sostenitori. Sarebbe da aspettarsi perciò un comportamento civile ed onesto, non rigirarmi la frittata di un suo errore come un gentile omaggio. Questo sì che è disonesto. Zitto zitto lasciando passare il tempo, tanto la cosa si affloscia, lui continuerà tranquillamente a prepararsi per la prossima Biennale. La meravigliosa Attestazione che mi ha gentilmente spedito è una cosa “intima” tra me e lui e nessun altro. Bello veramente. Gran bel comportamento. Veramente cavalleresco!
Concludo con una espressione della mia amica, purtroppo precocemente scomparsa, Despyna Koutsika,……
viva i merletti!!
Un grazie sincero a tutte.
Vi auguro tanta fantasia creativa, soddisfazioni e, scusate la lunga lettera, non ho il dono della sintesi,
un abbraccio, Maria

Per conoscere Maria Bissacco Cociani e le sue opere consultate le pagine “territorio” del sito Merletto Italiano di A.Caputo

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