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Ieri, oggi, domani dell'oligoterapia

Un pò di storia, un pò di ricerca, le applicazioni attuali. Ecco un percorso per comprendere il senso terapeutico dell'oligoterapia.

Gli Egizi curavano le piaghe con ossido di zinco, i Romani assumevano il ferro, i Caldei indossavano braccialetti di rame per curare infezioni reumatiche.
Erano gli albori dell’oligoterapia, la cura naturale basata sull’assunzione di sostanze minerali presenti in tracce nel nostro organismo.

Questi elementi, tra cui ferro, fluoro, alluminio, rame, manganese, argento, oro, nichel, cobalto, contribuiscono alla difesa da numerose malattie, alla produzione di energia, alla trasmissione degli impulsi nervosi che determinano contrazioni muscolari e altre importanti funzioni come quella di liberare le cellule dalle sostanze tossiche.
I primi studi sulla oligoterapia risalgono al 1897 a opera di Bertrand e Javillier.
Negli anni Trenta Menetrier elaborò un sistema più completo, menzionando l’ametallosi, situazione di squilibrio degli scambi biochimici.
Da allora gli oligoelementi sono usati a scopo terapeutico, soprattutto contro malattie ricorrenti di tipo infettivo, neuropsichico, immunitario e reumatologico.
In particolare si ricorre ai minerali in presenza di disturbi che non causano necessariamente e direttamente una certa malattia, ma che però possono scatenare una moltitudine di sintomi anche leggeri, indebolire i meccanismi di difesa naturali del corpo e peggiorare la qualità di vita degli interessati.
Ogni essere umano tende infatti a soffrire di malattie specifiche che sono riassunte in quattro diverse sindromi reazionali:
1) allergica o sindrome iperattiva,manganese;
2) ipostenica o sindrome iporeattiva, manganese, rame;
3) distonica o sindrome disreattiva, manganese e cobalto;
4) anergica o sindrome areattiva, rame, oro e argento.
Gli elementi-traccia catalitici sono assunti a digiuno e perlingualmente, cioè si tiene la soluzione in bocca sotto la lingua per qualche tempo, circa un minuto, prima di inghiottirla.
Così agiscono in dosi molto piccole normalizzando i processi metabolici alterati e aiutando così l’organismo a reagire.
Nonostante le numerose applicazioni di questa terapia naturale, il meccanismo d’azione esatto degli elementi-traccia non è ancora ben conosciuto e il loro utilizzo si basa prevalentemente sull’esperienza pratica.
Va poi detto che l’oligoterapia non agisce tanto rapidamente quanto i metodi di trattamento classici.
In ogni caso, per il successo di un’oligoterapia è importante una corretta diagnosi e la scelta giusta dell’elemento-traccia necessario.
Altrettanto importante è anche la preparazione dell’elemento scelto, la sua concentrazione, come pure la purezza chimica e biologica.