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L'olio in Italia dall'Etruria al medioevo

L'ulivo fu introdotto in Italia dagli Etruschi, ma gia' da prima l'olio era importato dalla Grecia. I Romani ne diffusero il commercio in tutto il mediterraneo.

In Etruria (attuale Toscana ed alto Lazio), fino a tutto il VII secolo a.C., l’olio era importato dalla Grecia principalmente per quattro scopi: alimentazione, ginnastica, estetica ed illuminazione.

Fu probabilmente ai tempi di Tarquinio Prisco (il primo re Etrusco di Roma) che l’ulivo fu importato in Italia ed inizio’ a diffondersi presso gli Etruschi prima ed i Romani poi. Proprio l’impero romano ne diffuse il commercio classificando ben cinque categorie di olio che poi trasportavano in tutto il mediterraneo in apposite anfore.

Nell’alimentazione comunque l’olio era impiegato sporadicamente, mentre era piu’ diffuso il consumo di olive. Nello scorrere dei secoli l’olio si e’ poi affermato come alimento in gran parte d’Italia, ma la sua diffusione fu comunque lenta.

 

La diffusione dell’ulivo ebbe un incremento a partire dal medievo, dove leggi severissime ne regolavano la coltivazione; l’uso principale era ancora l’illuminazione, era adoperato sia nelle chiese sia nelle case private, comunque veniva gia’ utilizzato anche per condire a crudo le verdure o per insaporire le minestre. Raramente era impiegato per cuocere o friggere, dove era invece preferito il grasso di maiale, dal quale si preparava lo strutto, piu’ economico e riutilizabile (anche se non proprio salutare).