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Progetto Oliv-Track

Presentate le conclusioni del progetto Europeo "Oliv-Track" per la tracciabilita' dell'olio d'oliva attraverso la "food genomics" (informazioni genetiche) e la "food metabolomics" (informazioni metaboliche) degli olii.

Si e’ concluso a dicembre del 2005 il progetto triennale Oliv Track, varato nel 2002 dalla Commissione Europea nell’ambito del quinto programma quadro con un investimento di oltre 2 milioni di euro, che ha unito ricercatori esperti di diversi settori appartenenti a 14 laboratori di sei diversi Paesi dell’Unione (Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna) coordinati dal professor Nelson Marmiroli del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma.

Durante il progetto si e’ costruito un database delle cultivar europee e del bacino mediterraneo, e si e’ eseguito un profiling delle caratteristiche genetiche e metaboliche (basate su dati analitici quali contenuto di fenoli e steroli) di ogni cultivar. L’obiettivo finale e’ quello di determinare una carta d’identita’ molecolare dell’olio d’oliva.

I risultati del progetto sono stati presentati in un convegno tenutosi a Milano, il 19 ed il 20 dicembre 2005.

Nel convegno e’ stato sottolineato che:

“Uno dei punti di forza del nuovo metodo di analisi è la “food genomics”, la scienza che analizza le parti di informazione genetica contenute nei cibi che, nel caso dell’olio, consente di stabilire, ad esempio, se il materiale preso in esame proviene esclusivamente dall’olivo, piuttosto che dal nocciolo o dalla soia; oppure di stabilire se le varietà di olivo impiegate sono quelle previste dal disciplinare di produzione, o, comunque, quelle dichiarate in etichetta. Ora tutto ciò è possibile verificarlo scientificamente perché ogni pianta contiene specifici segmenti di DNA che la rendono riconoscibile dalle altre, anche da quelle apparentemente molto simili. Tali segmenti di DNA possono essere recuperati dall’olio e analizzati: anche quantità minime, sono sempre sufficienti a consentire l’identificazione del materiale di partenza.
Diverso è il caso quando si voglia determinare la provenienza dell’olio stesso. Questa caratteristica non è leggibile nelle molecole di DNA, che dipendono solo dal tipo di pianta usata. E’ invece leggibile nelle molecole più preziose dell’olio, in quelle che gli conferiscono anche il sapore, l’aroma, il colore: composti grassi e composti volatili che possono essere comunque analizzati e riconosciuti. Ecco allora che, in base al luogo di provenienza, un olio conterrà più o meno fenoli, o steroli, o altre sostanze, che potranno essere utilizzate con metodi statistici altamente sofisticati, per la classificazione degli oli di una determinata regione e per l’attribuzione dei campioni da verificare.”