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Viaggio nell'olio delle Marche

La coltivazione dell'olivo nelle Marche ha una origine molto antica

L’olivo era coltivato già nel VIII secolo a.C. nel Piceno insieme al grano ed alla vite, coltura che venne incrementata dall’arrivo dei monaci Benedettini e nel periodo medioevale troviamo menzione della sua qualità tanto che questo olio, arrivato per nave a Ferrara, era separato dalle altre produzioni similari per rivenderlo ad un prezzo superiore in virtù del suo colore e sapore.
Andiamo a conoscere le olive delle Marche:
raggiola zona del Pesarese caratterizzato da un profumo molto netto di mandorla verde.
raggia sulle colline litoranee della provincia di Ancona. Fruttato medio-leggero con torni erbacei
coroncina da Caldarola e comuni limitrofi, colore verde brillante legato alla sua tardiva maturazione. Fruttato medio intenso con evidente sensazione di carciofo.
mignola dalle zone interne della provincia di Macerata e Ancona. Colore giallo oro, ricco di caroteni. Fruttato medio con sentori che ricordano l’erba del prato e i frutti di bosco.
orbetanadall’interno della provincia di Macerata, colore verde intenso, sprigiona una sensazione di pomodoro verde.
piantone di Falerone dall’area a cavallo tra le province di Ascoli Piceno e Macerata. Colore giallo oro con sfumature verdi. Buon fruttato di tipo erebaceo con sensazioni di mela, leggero carciofo.
piantone di Mogliano diffusa principalmente nella provincia di Macerata, con maggiore concentrazione nei comuni di Mogliano, Macerata e limitrofi.
carboncella dalle colline dell’Ascolano, colore verde intenso, buon fruttato.
sargano dalla zona di Fermi, olio delicato con sentori di mandorla acerba, foglia e mela.
ascolana tenera si tratta della regina delle olive da mensa. Le olive sotto calibro vengono utilizzate per produrre un olio molto armonico con un buon fruttato erbaceo e sentore di foglia di pomodoro.