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La pipì a letto.

Per molti bambini il problema della "pipì a letto" potrebbe risultare un tormento umiliante specie se sono di indole sensibile.

L’enuresi notturna è una ripetuta e involontaria minzione durante il sonno ad una età in cui ormai è presente il controllo volontario.
Si stima che l’enuresi notturna è presente in circa il 30% dei bambini di 4 anni, nel 10% all’età di 6 anni, e fino all’1% all’età di 18 anni. Questo disturbo, più comune nei maschi, è raramente conseguente a malattie congenite o a disturbi dei nervi sacrali o al diabete, e solitamente costituisce un ritardo nella maturazione facilmente risolvibile nel tempo.
Non credo che ci sia ancora qualche genitore che sgrida il bambino, ma penso invece che a volte ci siano genitori che si preoccupano troppo e intraprendono immediatamente la via dello psicologo…cosa che potrebbe essere controproducente: si va contro la dignità del bambino. Se si arriva a sdrammatizzare la situazione fino al punto che tutti, mamma, papà e bambino ci ridono sopra, la prima e più importante terapia ha già ottenuto il suo beneficio. Perchè non usare il trucco dell’estraniazione? Si considera la pipì un soggetto burlone che ci fa degli scherzi e quindi parlandone in terza persona si aiuta il bambino a prenderne le distanze anzichè diventarne la vittima: non è giusto valorizzare troppo un sintomo fino renderlo più importante del bambino stesso…

E l’Omeopatia? Bisogna valutare caso per caso. Esempio: ATROPA BELLADONNA quando l’enuresi si manifesta nel primo sonno con grida notturne, viso congesto, rotazioni del capo.EQUISETUM HIEMALE, la cosiddetta “coda cavallina” nel caso di minzione frequente e abbondante durante il primo sonno. Bisogna valutare inoltre se vi sono correlati altri disturbi del sonno quali incubi (i mostri), paure (dei ladri, del buio) ecc.ecc.