Questo sito contribuisce alla audience di

Vomito acetonemico del bambino.

L'Acetone, o più precisamente l'acetonemia, non deve essere intesa come una malattia così misteriosa da creare angoscia nella mamma in quanto è un sintomo, una conseguenza, non una causa, peraltro facilmente risolvibile.

L’ Acetonemia è la conseguenza di una alterazione transitoria del metabolismo dei lipidi che determina dei sottoprodotti (il principale di questi è appunto l’Acetone) non più utilizzabili normalmente e che quindi circolano nel sangue disturbando in vari modi il normale funzionamento corporeo. Numerose possono essere le situazioni che determinano questa alterazione temporanea del metabolismo anche molto differenti l’una dall’altra: dal digiuno all’ indigestione (specialmente per troppi grassi), la febbre, una grave infezione, una fatica particolarmente intensa, alcune malattie del fegato. Tuttavia resta intenso che in tutti questi casi la formazione dell’acetone non è inevitabile: tutt’altro, si può manifestare come no. Ci sono poi dei bambini che manifestano l’acetonemia periodicamente senza nessuna causa apparente: è il cosiddetto “Acetone costituzionale”. L’esame delle urine risulta l’esame univoco per riconoscere con certezza la “malattia” oltre agli altri sintomi presenti come febbre, vomito, prostrazione, pallore e soprattutto l’alito con il caratteristico odore fruttato, come di mele renette. Per superare la crisi bisogna subito intraprendere una dieta priva di grassi come burro, formaggi grassi, gelati, persino il latte ed aumentare invece l’apporto di alimenti zuccherini come dolci, miele, frutta cotta, succhi di frutta, in modo da controbilanciare il metabolismo lipidico alterato. Sarà poi cura del medico scegliere la cura più idonea.

SENNA (la Cassia, famiglia delle Leguminose, originaria dell’Egitto) è particolarmente indicata nelle crisi acetonemiche con nausea, vomito, pallore, spossatezza e odore caratteristico dell’alito. PHOSPHORUS (il Fosforo Bianco) quando il vomito è abbondante e bruciante, la febbre è moderata, ma è presente sudorazione profusa, prostrazione e sete intensa di acqua fredda. IPECA (la radice di Uragoga ipecacuanha, arbusto brasiliano della famiglia delle Rubiacee) è invece indicato in presenza di vomito abbondante con lingua pulita e assenza di sete. ANTIMONIUM CRUDUM (il Solfuro di Antimonio) quando il vomito è abbondante (particolarmente dopo una solenne indigestione), la sete intensa, ma la lingua è ricoperta da una patina biancastra.

Sarà poi compito del medico valutare o meno una cura disintossicante e riequilibrante delle funzioni del fegato.