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Omeopatia: facciamo il punto della situazione.

Oggi la Terapia Omeopatica è utilizzata in almeno 80 Paesi nel mondo da più di 300 milioni di pazienti e prescritta da più di 100 mila medici specializzati; in molti Stati è perfino integrata nel Servizio Sanitario.

Dal XIX secolo l’Omeopatia si è progressivamente diffusa in tutti i continenti, soprattutto in Europa, in Sud America, in Asia e nel corso degli ultimi 30 anni si sta sviluppando anche in Nord America e in Africa. In diversi Paesi è integrata nel Servizio Sanitario ( India, Messico, Brasile, Inghilterra, Francia).

Italia: quasi il 9 % di Italiani fa uso di rimedi omeopatici prescritti da più di 7000 medici.
Germania: più di 3500 medici e 10000 naturopati prescrivono rimedi omeopatici.
Regno Unito: il 22 % della popolazione assume medicinali omeopatici.
Francia: più del 40 % della popolazione utilizza questa terapia prescritta da più di 25000 medici.
Spagna: sono 1200 i medici specializzati.
Russia: sono 10000 i medici specializzati.
Polonia, Slovacchia, Ungheria,Romania, Bulgaria contano 4000 medici specializzati.
India: 100 milioni di persone ricorrono all’Omeopatia prescritta da più di 250 mila medici e 75 mila ausiliari-medici.
Pakistan: si contano più di 5000 medici specializzati.
Brasile: 9 milioni di persone utilizzano rimedi omeopatici prescritti da 15 mila medici.
Messico: conta 4000 medici specializzati.
Senegal, Costa d’Avorio, Nigeria, Kenia sono i Paesi Africani in cui è maggiormente diffusa l’Omeopatia.
Questi dati sono tratti da uno studio effettuato dall’Organizzazione Medica Omeopatica Internazionale: http://www.omhi.org.

In quasi tutti i Paesi la prescrizione dei rimedi omeopatici è riservata ai medici anche se in molti casi (es. Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, India) affiancati operatori sanitari non-medici, comunque con una profonda preparazione in campo sanitario: Naturopati, Chiropratici, Osteopati. La Terapia Omeopatica richiede quindi una profonda preparazione pratica, specifica, complementare agli studi universitari di Medicina, Farmacia e Veterinaria. L’ insegnamento è curato quindi dall’ Università e da Scuole Private: in Francia ( Facoltà di Medicina di Besancon, Bourdeaux, Lilla, Lione, Limoges, Marsiglia, Parigi-Bobigny, Poitiers); in Gran Bretagna con la Faculty of Homeopathy di Londra fin dal 1950; in Spagna nel piano di studi dell’Università di Valladolid; in India e in Sud Africa il piano di studi è conforme a quello stablito dalla Faculty of Homeopathy di Londra; in Italia l’ Università di Camerino ha un corso di Omeopatia. La maggior parte dei corsi ha una durata media di 150-200 ore in 2 anni, ma si contano anche corsi di 1200 ore in 3 anni.

Numerosi sono poi gli Ospedali che vantano una tradizione terapeutica omeopatica; i più famosi sono in Inghilterra: il Glasgow Homeopathic Hospital, l’ Oxford Hospital ed in particolare il Royal Homeopathic Hospital di Londra fondato nel 1850 e da allora sempre funzionante. In Italia la Toscana ha iniziato da qualche anno ad integrare l’Omeopatia nel Servizio Sanitario: l’ ambulatorio di Omeopatia di Lucca è riconosciuto a livello nazionale ed europeo; il Piano Sanitario Regionale 2002/2004 ha stanziato circa 1,56 milioni di Euro per lo studio e lo sviluppo delle medicine non convenzionali http://www.sanita.toscana.it/parliamodi/medicine-non-convenzionali.shtml.

Dunque: l’Omeopatia è sempre più diffusa ed attuale, è quindi forse una ” moda” della nostra società? Una “moda” che dura più di 200 anni? Non siete forse d’accordo con me che se questa terapia non funzionasse, fosse solo cioè “acqua fresca”, sarebbe già morta e sepolta da un pezzo? Invece…